Economia

Gruppo Banco Popolare, il sindacato lancia l’allarme

Continuano i movimenti tellurici sul fronte bancario. A lanciare l’allarme, questa mattina, presso la sede Cisl di Varese, il sindacato dei bancari Fiba-Cisl. I sindacati non hanno nascosto preoccupazioni per la fusione nel Banco Popolare, il primo gruppo bancario popolare in Italia, delle banche del territorio Banca Popolare di Verona, Banca Popolare di Lodi, Banca Popolare di Novara e Cassa di Riapsrmio di Lucca Pisa e Livorno. Un cambio in corsa che pone molti problemi sul nostro territorio, e che porta il sindacato ad espriumere la sua preoccupazione.

Nella nostra provincia e nell’Alto Milanese, il gruppo Banco Popolare opererà con più di un marchio: in particolare con il Credito Bergamasco (14 filiali in provincia di Varese) e con il Banco Popolare (ex Lodi ed ex Novara, che diventeranno Divisione Bpl e Divisione Bpn del Banco Popolare) con 26  filiali nella nostra provincia. Gianni Vernocchi, rappresentante sindacale Fiba Cisl alla Lodi di Gallarate, parla di una “riorganizzazione societaria e territoriale”, un processo che parte con una “ottimizzazione degli sportelli”.  Tra le preoccupazioni del sindacato, il fatto che la nostra provincia possa perdere peso e consistenza.

“E’ importante tutelare la presenza del gruppo – continua Vernocchi – sul nostro territorio, un’area che può vantare una tradizione manifatturiera importante, e che presenta interlocutori importanti, dall’Univa e dall’Associazione Industriale Altomilanese  agli Artigiani, per arrivare alle due università, Insubria e Liuc”. Una preoccupazione fondata, come spiega Giuseppina Santus, coordinatrice del gruppo Banco Popolare per la Fiba-Cisl. “L’area territoriale in cui ci troviamo deve continuare a fare riferimento a Gallarate, e vedere spostate funzioni importanti a Milano o a Novara. Siamo attenti al fatto che la fusione avvenuta, non porti ad impoverire il nostro territorio”.

25 luglio 2011
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