Gavirate

Il lavoro editoriale? Una sfida. Parola di Ponte di Pino

Un momento del confronto al Chiostro di Voltorre

Che paura avvicinarsi alle infide sabbie mobili dell’editoria… Un universo abitato da scaltri agenti letterari alla ricerca di polli da spellare, dominato da editori pavidi che puntano solo all’affare sicuro, pieno di autori ambiziosi e capaci di qualsiasi compromesso pur di arrivare a pubblicare. No, non è questo il mondo editoriale raccontato, sotto le volte monastiche del Chiostro di Voltorre (Gavirate), dal colto e spiritoso Oliviero Ponte di Pino, direttore editoriale della casa editrice Garzanti: tutto è molto più sfumato, più articolato, più sfaccettato, più contraddittorio. In un confronto condotto dal direttore del quotidiano on line Varesereport, Andrea Giacometti, che ha lanciato numerose provocazioni a Ponte di Pino, proponendo interrogativi ostinati e spunti divertenti, la terza puntata della rassegna di abrigliasciolta, “Letnow!”, ha introdotto il pubblico nei meandri dell’editoria, dei new media, del futuro della cultura. Con qualche variazione anche sul teatro, ragione di vita per entrambi gli interlocutori.

Introdotto dalla lettura, da parte di Ponte di Pino, di alcuni passaggi della sua opera “I mestieri del libro” (pubblicato da Tea), il dibattito si è snodato lungo una molteplicità di temi e di problemi. Un mestiere difficile, quello dell’editore, secondo quanto ha sostenuto Ponte di Pino, che deve sempre porsi il problema del “giusto equilibrio tra qualità e vendite”. Un mestiere che chiede di “realizzare libri ora, pensando però al fatto che usciranno solo tra tre anni”. E che resta pur sempre un’opera collettiva, che contempla una quantità significativa di professionalità e scelte da allineare lungo una parabola coerente. In un ragionamento mai astratto, ma che ha attinto costantemente elementi dalla lunga esperienza personale, aneddoti e ricordi, Oliviero Ponte di Pino ha difeso una concezione ”aperta” del lavoro editoriale: aperto al nuovo, capace di confrontarsi ogni giorno con l’innovazione tecnologica, impegnato nella rabdomantica ricerca dei gusti dei lettori. Di oggi, ma soprattutto di domani.

E davvero curioso è stato notare come editoria e lettori sono davvero due universi separati, spesso illeggibili l’uno dall’altro. Chi lavora nell’editoria come Ponte di Pino, non a caso ad un certo punto ha parlato di ”comunità dei lettori”, guardata quasi con timore e con molta curiosità dall’editore, una realtà vivente con proprie regole e propri riti iniziatici (il direttore della Garzanti ha parlato, in proposito, del ricco Festivalettaratura di Mantova, punto di incontro di questa misteriosa comunità). E forse simile è lo sguardo del lettore rivolto al mondo di chi, i libri, li confeziona, sempre ancorato ai fatturati e sempre a gestire le idiosincrasie degli autori di successo. Anche quello editoriale è un universo pieno di segreti e di abitudini incomprensibili. Certamente l’incontro del Chiostro ha provato a lanciare un Ponte tra questi due mondi. Del resto, si sa: nomen omen.

23 luglio 2011
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