Lettere

Lega di lotta e di governo

Fontana ha assolutamente ragione a protestare col governo per la finanziaria appena licenziata. Ha pienamente ragione quando afferma che “è una manovra che ci mette in condizioni di non poter più svolgere il nostro compito di sindaci, e che per di più si somma ai pesanti tagli degli anni precedenti”. Su questo non solo ha la condivisione del Pd, ma anche il sostegno, cosa che per altro non gli è mai mancato

quando ha imbracciato la bandiera della varesinità e non l’ha confusa con il drappo verde leghista.

Tuttavia, esiste un tuttavia. Fontana è personalità di spicco della Lega. E’ sindaco da molti anni e si regge, politicamente, su una maggioranza di centrodestra che, bene o male, è la stessa che governa la Provincia di Varese, la Regione Lombardia e che da altrettanti molti anni governa anche il Paese intero ( tredici anni e più in continuità se si toglie il breve intermezzo di Prodi tra il 2006 e il 2008 ).

Dunque può  Fontana chiamarsi fuori dalla corresponsabilità politica di quello che sta succedendo? Insomma, Fontana sostiene il governo che propone una finanziaria si fatta, invita a votare la Lega e il PdL, sostiene Berlusconi e Tremonti, fa il portatore di voti per questa maggioranza di centrodestra, ma al dunque, al momento del passaggio di quello che è il documento politico fondamentale per una maggioranza politica perché influisce pesantemente sul Paese, che fa il nostro sindaco? Si chiama fuori e dice che siccome è il sindaco di una città e siccome è anche presidente di Anci Lombardia, dunque dell’associazione dei comuni lombardi, attacca quegli stessi che ha provveduto a sostenere e a far eleggere con i suoi voti e con il suo consenso personale e lo fa dicendo ai quattro venti “io sono altro rispetto a loro”.

Io credo che ci sia qualcosa che non va in tutto questo. Credo che a furia di vedere la Lega di lotta e la Lega di governo sostenere tutto ed il suo contrario si rischi un gigantesco cortocircuito istituzionale che non ci porta da nessuna parte e che, di fatto, impedisce anche la soluzione dei problemi di gestione delle risorse ( sempre più scarse ) dei comuni e del loro rapporto con i cittadini.

Se la Lega e Fontana fossero coerenti ( pretenderlo dal PdL sarebbe un tantino eccessivo in questo momento ) con quello che sostengono e dichiarano dovevano fare una sola cosa. Uscire dalla maggioranza prima che questi provvedimenti venissero approvati e non “piangere” successivamente quando ormai tutto è fatto. Dovevano, in nome di quel “sindacalismo” territoriale di cui si sentono gli unici interpreti, fare le barricate di fronte a Tremonti ed impedire fisicamente che tali proposte giungessero sul tavolo del Presidente del Consiglio e poi in Parlamento, invece, noi assistiamo, oggi, alla difesa a spada tratta delle decisioni prese a Roma, dove la Lega si trova magnificamente a dire il vero, e al successivo rifiuto di paternità a livello locale così da “solleticare” gli istinti dei più penalizzati e mettere le mani avanti di fronte ai certi tagli da fare al welfare locale e quindi alle persone più deboli delle nostre comunità. 

Che scrivere, allora, ancora? Questa è la Lega di lotta e di governo e Fontana né è ampiamente parte e protagonista sia in lotta sia nel governo. 

Roberto Molinari

Segretario Cittadino Pd

Varese

19 luglio 2011
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3 commenti a “Lega di lotta e di governo

  1. Raffaella Greco il 20 luglio 2011, ore 00:00

    Ringraziamo il cielo che al governo della nostra città abbiamo un Sindaco lucido che per amministrare bene si dice fuori dalle logiche di partito…. non so se altri (e per altri intendo le sinistre) avrebbero saputo fare altrettanto!

  2. Rete Avanti Tutta il 20 luglio 2011, ore 09:01

    La posizione assunta da Attilio Fontana dovrebbe far riflettere molto Umberto.

  3. gimocchiverdi il 21 luglio 2011, ore 10:03

    Lega di lotta?…..Lega di governo?credo che questi atteggiamenti confliggono con la serieta’,perche’ se si e’ di governo si pensa all’intero paese ed ai suoi bisogni, facendo seriamente una politica fiscale, e colpendo chi in questo paese sguazza e froda a discapito degli stipendiati fissi. Se di lotta, non basta le parole biascicate in qualche raduno festivo leghista da Bossi, che poi sono puntualmente smentite dai fatti.Il sindaco Fontana che rappresenta l’anci in lombardia,lamenta i tagli, e con chi se la vorrebbe pigliare, non certo con Bersani,le consiglierei un appuntamento con Berlusconi e Tremonti e fare opposizione dura alla politica che punisce chi suda e lavora per accrescere il pil italiano Almeno sara il portabandiera della lega che protesta.

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