Ispra

Formigoni al Ccr: innovazione motore di sviluppo

Il presidente Formigoni

“Non dobbiamo dimenticare che la stabilità deve essere soltanto il primo passo verso la crescita. La ricerca e l’innovazione sono due tra le maggiori forze che possono sospingere la nostra economia, la nostra competitività e il nostro benessere. Questo vale per l’Italia tanto quanto vale per l’Europa tutta, che sempre più deve concepire e promuovere una politica dell’innovazione unitaria”. Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha rilanciato la necessità di fare investimenti che puntino sullo sviluppo. Lo ha fatto in occasione dell’incontro dal titolo ‘Innovazione passaggio per l’Europa’ organizzato da Confindustria Lombardia al Centro di Ispra. La Lombardia – ha detto Formigoni nel corso della sessione pomeridiana del meeting – continuerà a promuovere la ricerca con una doppia logica: da una parte sul “fronte interno, nazionale e regionale”, dall’altra “per allargare lo sguardo all’Europa e al mondo e accompagnare così le proprie imprese in un orizzonte più vasto qual è quello globale”.

L’impegno della Regione per la ricerca è costante: negli ultimi due anni, ad esempio, gli investimenti regionali hanno avuto un forte effetto leva, che ha generato un investimento complessivo di 185 milioni di euro: il 40 per cento di queste risorse è andato alle imprese, il 60 per cento ai centri di ricerca e alle università. Di pochi giorni fa, poi, è il documento strategico annuale approvato dalla Giunta lombarda, in cui sono state fissate le misure economiche e finanziarie che Regione Lombardia sta adottando o adotterà
prossimamente per promuovere la crescita e lo sviluppo del territorio. “Una particolare enfasi – ha detto Formigoni – è stata data, nella programmazione economica, ai temi della ricerca e dell’innovazione”. Tra le molte misure ci sono il bando messo a punto con il Miur da 120 milioni di euro per la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale e, in secondo luogo, il voucher per i processi di brevettazione. “Abbiamo appena lanciato – ha proseguito il presidente – il bando per il voucher sulla ricerca e l’innovazione e sui contributi per i processi di brevettazione. Grazie a questa iniziativa, anche le piccole imprese, prive di competenze interne a causa
dell’organico limitato, potranno fare studi di fattibilità e depositare brevetti: riceveranno i fondi necessari ad acquistare
le consulenze all’esterno”. Nel caso di quest’ultima misura Regione Lombardia ha messo in campo 4 milioni di euro e
altrettanti sono stati messi a disposizione dalle Camere di commercio lombarde, per un totale complessivo di 8 milioni di
euro. La scorsa settimana, infine, la Lombardia ha messo a disposizione delle imprese lombarde ulteriori 131 milioni di
euro, “parte dei quali saranno destinati a promuovere la creazione e il consolidamento delle reti d’impresa e dei
parternariati con i centri di ricerca e le università”. 

Per quel che riguarda il più ampio panorama della ricerca e dell’innovazione in Europa “all’allargamento dei confini geografici, funzionali e ideali del progetto europeo – ha spiegato Formigoni – deve corrispondere anche un allargamento e un adeguamento delle politiche per l’innovazione”. La Lombardia chiede, anche in sede comunitaria, di avere un protagonismo sempre maggiore. Per
questo “continua a seguire il percorso di definizione delle iniziative europee per l’innovazione, dalla pubblicazione del
Libro verde dell’innovazione, che ha aperto le consultazioni a febbraio, sino alla definizione dei contenuti del nuovo
Programma europeo di ricerca e innovazione”. Nel documento redatto e deliberato l’11 maggio la Regione ha sottolineato la
necessità di un maggior investimento sull’innovazione rispetto al passato: ciò vale sul fronte del coinvolgimento delle Pmi, su
quello della semplificazione delle procedure e sul ruolo sempre più importante del Centro di ricerca di Ispra nella guida di
attività di innovazione rivolte alle imprese. Ciò che la Lombardia chiede all’Europa è di “sviluppare un programma flessibile e aperto alle collaborazioni con realtà extra-europee, perché la ricerca e l’innovazione sono sempre più globali”.

18 luglio 2011
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