Gavirate

Successo per “Letnow!” al Chiostro. Pubblico entusiasta

Un momento dello spettacolo al Chiostro

L’accento ritmico del verso, del passo che segna il cammino originario ha colpito chi, in una tranquilla serata di luglio, si è lasciato travolgere, al tramonto, dal crollo del Duomo di Milano, nella poesia drammaturgica di Dome Bulfaro. “Milano Ictus”, che è oggi anche un libro con dvd, ha debuttato nella rassegna “Letnow! performance nello spazio letteriario contemporaneo” con un’inaspettata riduzione, riservata a Varese.

Sperimentazione è la parola d’ordine di abrigliasciolta, dove le “briglie” possono essere “sciolte” solo quando le si padroneggia ed i battiti di lettura scandiscono movimenti.  E il pubblico ha risposto a questo provocante invito che al Chiostro di Voltorre (Gavirate) ogni giovedì di luglio scandisce i battiti di lettura degli scrittori italiani emergenti, ma non solo. Dome Bulfaro, alla voce e versi, Massimiliano Varotto alle percussioni e Francesco Marelli, uno degli ultimi cantastorie milanesi, hanno concentrato in poco più di un’ora il connubio tra due lingue (italiano e milanese) e tre arti (poesia, teatro e musica). Sembrava ancora vibrare la stessa risposta feroce all’inerte attuale, la scossa più radicale alla vacuità di senso dello spettacolo integrale proposto al Filodrammatici di Milano l’inverno scorso: Ambrogio Colombo, Primario d’Ospedale (Bulfaro), travolto dal crollo del Duomo, cuore e simbolo della città, un cantastorie della vecchia Milano (Marelli), testimone da Piazza dei mercanti del tragico evento, e l’officiante (Varotto) hanno riproposto l’agente che scatena un recupero dello spirito originario, rintracciabile in tutta la storia milanese dalla fondazione ai giorni nostri.

Milano, come fosse un uomo colpito da ictus, riabilita il suo linguaggio e il suo sentimento popolare, nel tentativo di stabilire una rinnovata relazione tra lingua italiana e dialetto milanese, uomo e parola poetica, città e canto interculturale, comunità e suono universale.

Un vero ictus multiculturale e multidisciplinare, da abitare sulla nostra pelle, senza alcuna altra parola se non quella della poesia di Dome Bulfaro e delle note di Marelli e Varotto: una “parolarovina” risolutrice e riabilitante del poeta contemporaneo del dono e del dialogo “collettivo”, il profeta del cedimento delle finte sicurezze indotte e delle costruzioni che ci hanno disegnato nell’animo per limitarci in una stanzialità non propria di un genere nomade, come quello umano. Ci vuole, quindi, un colpo, un accento metrico: “Arriva. Prima o poi arriva. L’elemento che innesca il canone inverso.”

E lo scroscio di applausi generati da Bulfaro e compagni ci ha riconsegnato, nuovamente, il vero significato della speranza: la riabilitazione umana passa inevitabilmente dalla parola e dal suo ritmo primordiale. Appuntamento a giovedì 14 luglio per conoscere un progetto editoriale storico come quello di Manni, attraverso tre novità in uscita per “penna” di Silvio Mignano, Giuseppe Villa e Fabio Contestabile.

8 luglio 2011
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2 commenti a “Successo per “Letnow!” al Chiostro. Pubblico entusiasta

  1. Maria il 8 luglio 2011, ore 09:47

    ma che valore ha la recensione “entusiastica” di un evento organizzato da chi recensisce? Si legge la firma della redattrice dal timbro, ovviamente dal tono e, dallo stile, chissà poi perché questa volta ha omesso nome e cognome… anche la serietà è un dovere di cronaca.

  2. sergio vito il 8 luglio 2011, ore 14:36

    A questo punto, cara Varese Report, serietà imporrebbe di conoscere il nome e il cognome della redattrice, così da fugare ogni dubbio…

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