Lettere

Ritorna il mega-albergo

In occasione del Tavolo territoriale di confronto per la presentazione del DSA (Documento strategico annuale), tenutosi a Varese il 30 giugno scorso, il presidente della Camera di Commercio Bruno Amoroso ha tra l’altro sollecitato l’attuazione dell’accordo di programma finalizzato “alla valorizzazione e sviluppo del polo culturale e congressuale di Varese”, mirato alla riqualificazione del colle di Biumo. Ricordiamo che in tale accordo è compresa la realizzazione di un mega-albergo adiacente al parco delle Ville Ponti

e in verità in mancanza di altre forti idee “riqualificative” se ne deduce che l’albergo costituisca il reale punto focale dell’accordo.

Ad ogni “risveglio” della Camera di Commercio sul tema dell’albergo la nostra associazione deve intervenire nuovamente per evidenziare come permangano immutate le forti controindicazioni che a tutti i livelli, amministrativo, politico, sociale non hanno consentito fino ad oggi la realizzazione della struttura alberghiera.

Infatti, appurati, nell’ampio dibattito sviluppatosi sul tema, i guasti ambientali e urbanistici del progetto, che avevano portato alla mancata autorizzazione a costruire l’albergo nel parco delle Ville Ponti, l’Ente camerale aveva ripiegato su una diversa ubicazione della struttura in Via Cadolini, adiacente al parco.

Ma anche su quest’ipotesi si erano sviluppate pesanti valutazioni negative perché i guasti al sistema ecologico ed urbanistico di Biumo non erano inferiori a quelli relativi al primo progetto.

Ecco quindi spuntare l’ipotesi di un “albergo diffuso” che viene ora nuovamente superata dall’intervento di Amoroso, che riporta nuovamente all’ubicazione del progetto in Via Cadolini.

Questo altalenare tra le varie ipotesi non denota certamente una visione globale e consapevolmente strutturata della Camera di Commercio sui problemi del turismo congressuale a Varese. D’altra parte non ci risulta che esista e, se vi sia ci interesserebbe conoscerla, una ricerca scientificamente approfondita su una vocazione di Varese di tipo turistico-congressuale e dei relativi presupposti essenziali. Né è in alcun modo dimostrato che, qualora tale vocazione dovesse esistere, ne costituisca un passaggio essenziale la costruzione alle Ville Ponti di un albergo sicuramente invasivo da un punto di vista ambientale, paesaggistico e urbanistico.

Per di più l’albergo verrebbe realizzato a servizio di una struttura congressuale attualmente non più competitiva rispetto ai moderni centri congressi, le cui tipologie risultano ormai indispensabili per impostare una sera politica di turismo congressuale che possa avere un futuro.

L’invasività della struttura alberghiera è dovuta sia alle sue dimensioni (da 120 a 150 stanze distribuite su 5/6piani) sia alla sua collocazione in adiacenza al parco che verrebbe poi comunque coinvolto anche direttamente per l’insediamento di servizi accessori.

Inoltre la costruzione dell’albergo implicherebbe un aggravamento di tutte le condizioni di vivibilità del quartiere, nei termini di un ulteriore intasamento delle condizioni di traffico esistenti e di un decisivo incremento dell’inquinamento atmosferico ed acustico, tutte conseguenze inevitabili per l’immissione di una nuova struttura ricettiva e delle sue dipendenze in un contesto urbanistico già oggi molto critico.

Anche sotto il profilo di evitare “consumo di suolo” indiscriminato, l’occupare con un’imponente costruzione l’ultima porzione di verde esistente sulla collina di Biumo, avrebbe una pesante influenza negativa su un’area già altamente antropizzata.

Tutte queste negatività non giustificano certo la necessità di una variante al PRG in vigore essendovi comunque l’esigenza di rinviare ogni valutazione in merito all’interno dell’approvazione del nuovo Piano di Governo del Territorio.

Inoltre con la recente costruzione di nuovi alberghi a Varese sono oggi mutate le condizioni generali della ricettività alberghiera e nello specifico delle Ville Ponti, qualsiasi esigenza al servizio del Centro Congressi della Camera di Commercio è oggi totalmente superata dal fatto che, letteralmente a “quattro passi” dalle Ville vi è ormai un’ampia offerta qualitativamente e quantitativamente articolata, costituita dall’Art Hotel (quattro stelle – 28 camere) e l’Atahotel (quattro stelle – 220 camere).

Resta poi la considerazione per cui qualsiasi strategia per creare attrattività turistica richiede la valorizzazione delle risorse naturali, paesaggistiche, architettoniche e storiche di Varese, di cui il parco e le Ville Ponti costituiscono un caso ormai raro da preservare e da non compromettere con la costruzione di un mega-albergo, tanto inutile quanto pesantemente invasivo per collocazione e dimensione: altro che riqualificazione del Colle di Biumo!

Per sbloccare definitivamente la situazione bisognerebbe trovare al complesso delle Ville Ponti una destinazione più consona alle sue caratteristiche ambientali e architettoniche in cui il parco, piuttosto che costituire un peso economico difficilmente sostenibile, costituisca un “fattore produttivo” come nel caso dei giardini botanici di Villa Carlotta a Tremezzo, di Villa Taranto a Verbania, degli Horti Leonini a San Quirico d’Orcia, oppure, secondo una diversa tipologia del Centro di formazione professionale agricola della Fondazione Minoprio di Vertemate.

Se la città dovesse acquisire il complesso delle Ville Ponti, magari per donazione come avvenuto nei casi dei giardini botanici citati o di Villa Mylius a Varese si potrebbe dare al complesso una diversa nuova destinazione che costituirebbe nella situazione specifica un fattore reale di riqualificazione del Colle di Biumo.

In margine sottolineiamo come attualmente il parco delle Ville Ponti sia chiuso al pubblico e sia declassato a funzioni di parcheggio in occasione dei congressi e delle manifestazioni organizzate nelle Ville.

Per concludere, in base alle nostre considerazioni sopraesposte nonché a quelle espresse ripetutamente sulla stampa locale anche da associazioni ambientaliste, comitati e da cittadini autorevoli, la nostra associazione dichiara la propria totale contrarietà al progetto di costruzione del mega-albergo sul colle di Biumo.

Ringraziamo per l’attenzione e porgiamo i nostri migliori saluti.

Maud Ceriotti Giaccari

responsabile

Verdi Ambiente e Società

Sede di Varese

8 luglio 2011
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