Varese

Nuovo teatro, il momento della verità s’avvicina

La Caserma Garibaldi, dove dovrebbe sorgere il nuovo teatro

La cronaca s’incarica di arricchire il quadro della riflessione che si sta sviluppando a Varese in vista della realizzazione del nuovo Teatro di piazza Repubblica. Con il titolo leggermente enfatico, ”La città, il teatro. Perché un sogno deve farsi realtà”, il Comune ha organizzato un paio di conferenze pubbliche alla Sala Montanari di Varese, nell’ambito dell’avvio della proceduta di variante al Prg. E così, mentre la volta scorsa si è parlato di modelli culturali e gestionali di un teatro che forse nascerà nel capoluogo, poco vicino, a Gallarate, si è iniziato a verificare l’esistenza di un deficit, circa 1,2 milioni di euro, accumulato dalla Fondazione culturale che gestisce i teatri della città dei Due Galli, di debiti nei confronti di alcune compagnie teatrali e di altro ancora.

Notizie e informazioni che ci fanno capire quanto il tema del teatro sia delicato, quanto i discorsi teorici, fatti al primo incontro organizzato dal Comune, debbano poi essere verificati alla luce della realtà, tanto più, che all’incontro sul nuovo teatro, è più volte riaffiorato il paragone con Gallarate e la Fondazione Culturale.

Quella serata ha destato un forte dibattito in città, segno che il teatro è un tema sensibile per Varese. E non sono mancate le polemiche. E’ vero che il neo-assessore alla Cultura del Comune di Varese, Simone Longhini, ha ricordato che se di teatro si parla, questo è dovuto anche a quell’interesse reale che ha incontrato una grande struttura come il Teatro Apollonio, ma, di fatto, i rappresentanti del Teatro di Varese, che gestisce l’Apollonio, non erano neppure presenti in sala.

Ora ci prepariamo alla seconda puntata, quella in programma per il 18 luglio, sempre in Sala Montanari, quando saranno illustrati i volumi e gli aspetti più urbanistici del progetto di riqualificazione di piazza Repubblica, entro il quale si colloca anche la nascita della nuova struttura teatrale. Si punta ad un project financing, ma non è dato a sapere quale sia la reale contropartita richiesta dalla società torinese che si è proposta di realizzare il teatro, soprattutto per quanto riguarda l’area, ora occupata dal teatro-hangar, che sarà liberata e che è di proprietà del Comune. Sorgerà un palazzone al posto dell’hangar? Molti varesini risponderebbero: no, grazie. Anche se fosse il pegno da pagare ad un teatro di due sale, biblioteca, book shop e via dicendo.

7 luglio 2011
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