Cultura

Lanciato il Premio Chiara 2011. Ma la Casta lo snobba

Si consolida e si conferma negli anni il Premio Chiara, tra i pochi superstiti di una stagione che, per quanto riguarda almeno Varese, diverse erano le iniziative promosse da Palazzo Estense. Nel caso del premio intitolato allo scrittore di Luino, la sua fortuna è stata quella di essere sponsorizzato soprattutto dalla Provincia, altrimenti del Chiara, forse, non ne staremmo neppure più a scrivere in questo momento, travolto, come le altre iniziative dedicate alla cultura promosse dal Comune di Varese, dalla furia iconoclasta del disinteresse. E tuttavia, nonostante i consensi del pubblico, che riempie ogni iniziativa, degli scrittori e degli editori, che mandano i loro libri, dei media, che accorrono a Santa Caterina del Sasso per la presentazione, il Chiara continua ad essere un’iniziativa poco amata dai politici. Un bene? Forse sì, considerato il basso tasso di simpatia che suscita la Casta nell’opinione pubblica.

La presentazione del Premio Chiara

Ieri si è tenuta la suggestiva presentazione del Premio Chiara e dell’annesso Festival del Racconto a Santa Caterina del Sasso. Prima l’attraversata del lago in battello, poi un bellissimo concerto con lo Stradivari del violinista Matteo Fedeli, quindi la presentazione sulla terrazza dell’Eremo e infine un buffet simpatico e pieno di amici. Eppure, lassù, nelle prime file, nulla di nuovo sul fronte della presenza dei politici di alto rango: non c’era il sindaco di Varese, Attilio Fontana, non il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, non il presidente del Verbano-Cusio-Ossola, Massimo Nobili, non il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni (anzi, per quanto riguarda la Regione, non c’era neppure l’assessore alla Cultura). Tutti troppo impegnati. 

Il pubblico, invece, c’era eccome. Con un sincero interesse per il premio. Spesso anche giurati della giuria popolare, quella che è ormai una rarità nei premi letterari, e che costituisce la vera perla (insieme ai partecipanti ai seminari) di questo premio.Lo dice la vera artefice di tutto questo, l’inarrestabile Bambi Lazzati, un vero generale che impartisce ordini e che rende la complessa macchina organizzativa efficiente e precisa. Accanto a lei siede Romano Oldrini, serafico ed ironico, con la sua chioma bianca che si muove alla brezza del lago. Lazzati e Oldrini ieri hanno presentato finalisti ed eventi di una manifestazione che quest’anno parte con un’anteprima a Verbania, presso il Museo del Paesaggio, con la partecipazione di scrittori come Andrea De Carlo. E poi travolge Varese, Milano, Gallarate, Lugano.  

Tre i finalisti del Chiara 2011: Eugenio Baroncelli, Mosche d’inverno (Sellerio), Ermanno Cavazzoni, Guida agli animali fantastici (Guanda), Elena Loewenthal, Una giornata al monte dei pegni (Einaudi). Tre libri che illustra Oldrini, il quale ricorda che la giuria si è trovata quest’anno di fronte ad una “vera macchina da guerra”, un grosso editore che ha inviato ben quattro volumi. Ora sarà compito dei 200 giurati popolari scegliere a chi, dei tre scrittori, assegnare il primo premio.

Un profluvio di racconti al Premio Chiara Giovani, intitolato, un po’ moccescamente, “Amore mio”. Oltre 250 racconti pervenuti, con una giuria che ha deciso quali pubblicare nel volumetto rosa fucsia di quest’anno 34 finalisti. Tanti racconti, poche fotocopie del Moccia nazionale, un’intelligente ventaglio di stili, argomenti e location. Anche in questo caso sarà il giudizio impietoso dei giurati popolari a decidere.

Viene poi il concorso Racconti inediti 2011. E qui, fermi tutti, è grande la nostalgia. Nostalgia del premio casinaro e divertente, giocoso e ricco di colpi di scena, con il big match tra la scrittrice Chiara Zocchi e la generalessa Bambi Lazzati, una cosa come lo scrontro tra giacobini e girondini. Nessun accenno, ieri, alla polemica approdata addirittura sulla prima pagina della Prealpina. Una grandissima edizione, a cui il Premio avrebbe dovuto rendere omaggio (volete mettere, alla presidenza della giuria, ilo ticinese Andrea Fazioli rispetto alla mitica Chiara?). A proposito, quest’anno, ad aggiudicarsi il premio inediti, è stato il lavenese  Riccardo Ielmini, con la raccolta Belle Speranze.  Sarà pubblicato da Macchione.

Infine il Premio Riccardo Prina “Fotografia e parola”. Un premio dedicato ad un amico, che ieri è stato presentato dallo scaltro e fine Mauro Gervasini  e da Francesca Damiani Prina, e che ha visto, alla sua prima edizione, la partecipazione di ben 69 foto-scrittori. Ha vinto la bergamasca Laura Locatelli, con “Tracce di passaggi”. Le opere dei 15 finalisti saranno visibili in una mostra presso la Galleria Ghiggini di Varese, dal 24 settembre al 16 ottobre.

Tra le anticipazioni, la bella iniziativa portata avanti da Matteo Inzaghi, direttore di Rete 55, sulla cultura delle grandi aziende del territorio, vedrà questa volta coinvolti i Missoni.

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2 luglio 2011
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