Ghirla

Frontalieri, a Ghirla protestano le Comunità montane

Continua la protesta dei Comuni di frontiera del Varesotto per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di congelare i ristorni dei frontalieri. Questa mattina affollato incontro indetto dai presidenti della Comunità Montana Valli del Luinese e Valli del Piambello al Maglio di Ghirla, in provincia di Varese. Un momento per decidere analizzare la situazione e individuare nuove iniziative per fronteggiare l’offensiva contro i lavoratori frontalieri.

Nel corso dell’incontro è stata nuovamente discussa la questione con i diversi rappresentanti locali. E tra i politici che hanno partecipato all’incontro delle Comuniotà Montane, già nel mirino della riforma Calderoli, era presente l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo. “Questa è una decisione sbagliata – ha detto Cattaneo riferendosi al blocco dei ristorni – che va immediatamente revocata: gli accordi internazionali si rispettano e non si possono modificare unilateralmente.
Soprattutto, se c’è un problema con Berna o con Roma, non possono essere né Varese né le province di confine della
Lombardia a pagarne il prezzo”. “La prima richiesta – ha proseguito Cattaneo – è che questa decisione venga ritirata, si ricostituisca il tavolo e si rafforzino i rapporti diplomatici per cercare insieme una soluzione immediata e concreta per risolvere i problemi che ci sono”.

Tra le criticità nei rapporti italo-svizzeri, Cattaneo – che ieri ha parlato con il Consigliere di Stato Borradori, inviando a lui e al Cancelliere Gianella una lettera formale affinché ripensassero il provvedimento – ha individuato l’inserimento della Confederazione elvetica nella famosa ‘black list’. “Certamente la Svizzera non è come le isole Cayman e non può essere trattata come tale – ha concluso Cattaneo -. Ma se qualcuno del governo ticinese pensa che staremo con le mani in mano, si sbaglia di grosso. In Lombardia non ci sono interlocutori deboli e sapremo far valere le nostre ragioni. Abbiamo molte frecce al nostro arco sui tanti temi di
collaborazione comune: penso ai collegamenti delle infrastrutture che stiamo facendo insieme, come la ferrovia Arcisate-Stabio, penso ai servizi ferroviari e di navigazione che la Lombardia gestisce anche in territorio elvetico. Non voglio questa deriva in cui prevale la logica del ricatto e  non auspico certamente un’escalation di ritorsioni che non farà bene a nessuno, né all’Italia né alla Svizzera, ma segnalo agli amici ticinesi che qui non siamo disposti a stare a questo gioco”.

2 luglio 2011
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