Regione

Quale futuro per Varese? Ieri confronto al Tavolo territoriale

Un momento del Tavolo territoriale di ieri

Al Tavolo territoriale di confronto i tanti interlocutori sono seduti a ferro di cavallo, e quasi non bastava la capiente sala al secondo piano della bella Villa Andrea, nel complesso delle Ville Ponti a Biumo Superiore, per fare sedere tutti i soggetti che sono uno spaccato di una provincia di Varese ricca di sfaccettature, di interessi, di eccellenze. Tanta carne al fuoco, si potrebbe dire, per la riunione del tavolo di ieri, che ha affrontato il Documento strategico annuale (Dsa), che viene illustrato dall’assessore varesino Raffaele Cattaneo, di fianco al quale siede il braccio destra Aldo Colombo, ex consigliere Pdl che qualcuno dà in corsa come segretario generale della Regione Lombardia.

Quattro le macro-aree in cui si articola il documento all’attenzione delle parti sociali e delle organizzazioni imprenditoriali: istituzionale, economica, sociale, territoriale. Quale il significato di questo documento tanto atteso? “Semplice – risponde Cattaneo -: abbiamo rovesciato la logica tradizionale, e invece che siano le parti a cercarci, siamo noi che cerchiamo loro, per capire come vedono le cose, ascoltare le loro proposte, dialogare sul futuro del territorio”. Una programmazione regionale che viene chimata, con un brutto termine italianizzato dall’inglese, “partenariato”.

Una cosa è chiara: come dice l’assessore varesino, per come è fatto, il nostro territorio richiede “politiche assai articolate”. E dunque resta fondamentale capire gli orientamenti di chi non sta a Milano o a Roma, ma a Saronno o a Luino. Così tutto passa da questa sala gremita di interlocutori. Tra gli argomenti richiamati da Cattaneo di fronte al prestigioso parterre, i 25 Accordi di programma che sono in atto, tra i quali l’unificazione delle stazioni, Castellanza, il Sacro Monte, il fiume Olona, il Colle Campigli e altri ancora. Con risultati, rimarca Cattaneo, assai concreti: è il caso della Tangenziale Nord Est.

Un tavolo che fotografa ciò che si sta facendo? “Più che una fotografia, questo è un film – ribatte Cattaneo -, quello che abbiamo fatto e querllo che faremo. Però è un film di cui è regista non solo Formigoni, ma i tanti con i quali ci confrontiamo. Insomma, non un modello calato dall’alto, ma costruito dal basso ogni giorno”.

1 luglio 2011
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