Varese

Profughi, è scontro duro tra Fontana e il rottamatore Civati

Profughi al centro del Consiglio comunale di Varese

Un confronto a muso duro, si potrebbe dire, quello che ha contrapposto, nella riunione del Consiglio comunale di ieri sera, il “rottamatore” del Pd, Andrea Civati, e il sindaco di Varese, Attilio Fontana, che si è alzato per replicare con un pizzico di indignazione alle parole dell’esponente dell’opposizione.

Al centro dello scontro dialettico molto forte in Aula, un intervento di Civati, pacato e puntuale, a proposito di una questione “calda” e delicata, l’ospitalità a Varese di 69 profughi in seguito alla catastrofe umanitaria che ha investito l’area mediterranea. Un intervento, quello di Civati, che colpisce, tra l’altro, perchè, come del resto ci si attendeva, Civati (come la Oprandi) sono protagonisti a tutto tondo nel gruppo Pd, senza alcuna intenzione a fare da comprimari al segretario del gruppo, Fabrizio Mirabelli.

Detto per inciso, anche nel gruppo Pd si riproduce la distanza e il contrasto tra la corrente che questa sera viene ufficializzata dal consigliere regionale Alessandro Alfieri al convegno di “ViE” a Villa Cagnola, e il correntone di Marantelli-Tosi, a cui Mirabelli appartiene a pieno titolo. 

Torniamo al Consiglio. Civati ha introdotto il tema dei profughi ricordando che non è vero, come è stato detto e scritto, che siano arrivati il primo giugno, ma erano già arrivati dal 12 maggio. Ha detto Civati che il sindaco ha confermato l’arrivo, quando il 12 giugno, come presidente di Anci Lombardia, Fontana si è anche dichiarato contrario ad ogni collaborazione, dichiarando che non esisteva solo Varese per accogliere i migranti. Civati ha anche lamentato che l’accoglienza appare molto discutibile, senza alcuna attività da coinvolgere gli ospiti stranieri. Un duro atto di accusa verso il sindaco e il Comune, terminato con la richiesta di Civati se saranno stanziate ulteriori risorse e si provvederà a soluzioni meno temporanee e provvisorie di quelle attuali.

Alle richieste del rottamatore Pd, ha risposto seduta stante il sindaco Fontana, visibilmente irritato dal giovane esponente del gruppo Pd. “Cerchi di essere preciso quando cita le mie dichiarazioni”, ha esordito Fontana, in piedi, volgendo il volto scuro al consigliere del Pd. “Le mie dichiarazioni di non disponibilità a collaborare – ha spiegato il primo cittadino – erano legate alla necessità di costituire un tavolo formale capace di coincvolgere attivamente i Comuni e i sindaci. Una volta costituito tale tavolo, e dunque, le decisioni della Protezione civile non calavano dall’alto, ho deciso di collaborare”.

Ha continuato Fontana: “I migranti sono giunti per imposizione della Protezione Civile. E il risultato delle mie richieste è stata la costituzione di un tavolo regionale e un tavolo provinciale con la partecipazione dei sindaci”. Fontana ha poi smentito Civati quanto alla mancanza di attività rivolte ai profughi. “Non è vero che tutto il giorno non siano impegnati, dato che molti di loro sono impegnati in corsi di lingua e in altre attività”.

Uno scontro diretto e duro, che ci fa dire che il sindaco avrà in Civati un avversario molto determinato e polemico, a prescindere dalle posizioni, più o meno “soft”, che saranno assunte dal suo gruppo.

1 luglio 2011
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3 commenti a “Profughi, è scontro duro tra Fontana e il rottamatore Civati

  1. bruno il 1 luglio 2011, ore 16:01

    Civati “avversario molto determinato e polemico”? A me sembra solo ragazzino viziato desideroso di mettersi in mostra. Pur non essendo leghista, mi pare che il sindaco Fontana lo abbia ridicolizzato.

  2. Oltre il buonismo | Cronache dal nord Italia il 5 luglio 2011, ore 18:02

    [...] conto di persona dello stato in cui vivevano queste persone dopo che il Sindaco Fontana mi aveva spiegato, non senza irritazione, che i profughi durante la giornata non erano abbandonati a loro stessi ma [...]

  3. Cronache dal nord Italia il 5 luglio 2011, ore 18:05

    [...] conto di persona dello stato in cui vivevano queste persone dopo che il Sindaco Fontana mi aveva spiegato, non senza irritazione, che i profughi durante la giornata non erano abbandonati a loro stessi ma [...]

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