Varese

Lavoro e famiglia, la Regione dà una mano alle donne

Il momento della firma. Da sinistra, Cattaneo, Amoroso e Fontana

Alle Ville Ponti, ieri, si è arrivati ad un passo importante, che può contribuire ad una conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro. Le donne sono il più delle volte penalizzate da aziende disattente, da istituzioni indifferenti, da una società poco interessata al problema. Ecco allora un punto fermo, sia pure raggiunto solo ora nella nostra provincia, un accordo per conciliare tempi di famiglia e di lavoro che fa parte di 9 accordi territoriali sul tema.

A sottoscrivere l’accordo l’assessore Raffaele Cattaneo, che arriva alla sede di proprietà della Camera di commercio con ritardo, il presidente di Anci Lombardia (e sindaco di Varese) Attilio Fontana, il presidente della Camera di commercio Bruno Amoroso, e poi Elena Sartorio, presidente della Consulta femnminile della Provincia, Luisa Cortese, consigliera di parità della provincia, Lucas Maria Gutierrez, direttore sociale dell’Asl. Un lungo tavolo per dire stop alle difficoltà della donna nell’affrontare la propria carriera professionale e, insieme, l’impegno in favore della famiglia.

Azioni positive in campo, che si viene a sapere, non senza una certa difficoltà, che sono sostenute da risorse regionali, gestite dall’Asl, pari a 90 mila euro, 60 mila sul fronte dei voucher e 30 mila in termini di servizi. Ma è solo un inizio, dicono i funzionari del Pirellone, che col tempo deve vedere un incremento di fondi, come accade per le realtà in cui da più tempo si punta alla conciliazione, e le cose sono già andate a regime. Non sono cose semplici, ma il punto di partenza è più concreto che mai.

Lo spiega l’assessore Cattaneo prima di procedere alla firma dell’accordo. Che cita l’allarme di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia in via di sostituzione. “L’occupazione femminile è 20 punti sotto a quella maschile e certamente la più bassa in Europa”. Eppure è noto che la presenza femminile nel mondo del lavoro sia decisiva, una presenza fortemente condizionata dalla difficoltà di conciliare lavoro e famiglia. “E’ decisivo un investimento sul capitale sociale – dice Cattaneo – e urgente, se i dati Istat ci ricordano che il 27% delle donne sul mercato del lavoro lascia dopo la prima gravidanza. Per fare fronte a questa difficoltà mettiamo in campo sul territorio una rete di azioni, sui fronti dei servizi e delle imprese, che facilitino le donne e concilino famiglia e lavoro”.

1 luglio 2011
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