Varese

Il Miogni scoppia? Torna maxi-carcere da 450 posti

L'ingresso del carcere varesino dei Miogni

Hanno fatto parlare di sè i reclusi dei Miogni dei Varese, mettendo in atto una protesta rumorosa e pacifica, per giorni. Un carcere che si mostra del tutto inadeguato ad ospitare i molti detenuti che attualmente vi sono. Ed ecco allora che in Consiglio comunale, che questa sera, con inizio alle 20.45, avrà una seduta, la penultima prima della pausa estiva, si torna a parlare del nuovo carcere, un progetto di cui sono sparite le tracce da tempo.

Ciò avviene grazie ad una interrogazione presentata dal capogruppo del Pd, Fabrizio Mirabelli. E lo fa citando niente di meno che il filosofo Voltaire, che diceva che “il grado di civiltà di una Nazione si misura dallo stato delle sue prigioni”. Il capogruppo Pd, ricorda che “il carcere dei Miogni, nato nel 1890 e ubicato in centro città, per giunta davanti ad una scuola elementare, è ormai obsoleto e fatiscente tanto da rendere, praticamente, impossibili le attività di rieducazione e riabilitazione sociale”. Non solo: Mirabelli denuncia il fatto che “la capienza regolamentare è di 50 persone e quella tollerabile di 90″, e che “attualmente, la polizia penitenziaria è costantemente e pesantemente sotto organico e la popolazione carceraria è di circa 135 detenuti in attesa di giudizio o condannati definitivamente per reati sanzionati con pene inferiori ai 5 anni”. Ricorda infine che “il sovraffollamento provoca, periodicamente, risse, tensioni, occasioni di litigio, episodi di autolesionismo, tentativi di suicidio, proteste, come quella che è in corso in questi giorni, scioperi della fame”.

Una situazione insostenibile, dunque, quella ricordata dall’esponente democratico. Del resto, si parla della necessità di realizzare un nuovo carcere, moderno e innovativo, almeno da venti anni. “La vecchia struttura – continua Mirabelli – è stata dichiarata formalmente dismessa, cioè chiusa, con D.M. del 2001, in quanto non conforme ai moderni criteri di edilizia penitenziaria e di ristrutturazione non conveniente sotto il profilo economico ma che la si lascia aperta proprio in attesa del nuovo carcere”.

Il capogruppo Pd pone così a sindaco e giunta parecchie domande puntuali: “che fine abbia fatto il piano carceri proposto dal ministro Alfano e approvato dal Consiglio dei ministri all’inizio del 2010; se è vero che, all’interno di quel piano, è prevista la realizzazione, a Varese, di una superstruttura carceraria in grado di ospitare 450 persone ovvero con una capacità di accoglienza ben cinque volte superiore a quella attuale; cosa pensino di questa prospettiva; se una struttura di questo genere è davvero necessaria; se non è meglio operare affinché il carattere mandamentale della vecchia struttura venga mantenuto anche nella nuova; se intendano, comunque, lavorare nella direzione della realizzazione di un nuovo carcere; che requisiti e che capienza dovrebbe avere; se e quando intendano individuare l’area più adatta; se, nell’ambito della redazione del PGT, che permette di ragionare per aree omogenee, non si possa cercare di risolvere questo problema tentando, una volta tanto, di dialogare con i Comuni limitrofi”.

30 giugno 2011
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4 commenti a “Il Miogni scoppia? Torna maxi-carcere da 450 posti

  1. Raffaella il 30 giugno 2011, ore 15:54

    … cominciamo a mandare gli stranieri a scontare la pena nei loro paesi! Si svuotano per incanto i carceri e si abbattono “vertiginosamente” i costi”!!

  2. giorgio il 1 luglio 2011, ore 08:31

    Abito vicino ai Miogni. Credo che sia la prigione peggiore della Lombardia. Ha ragione Mirabelli. Dopo venti anni di chiacchiere è ora che chi ha la responsabilità di amministrare la nostra città dica come intende risolvere il problema. Nel 1992, con Tangentopoli, il mondo della politica varesina si accorse del carcere. Venti anni dopo, usciti da tempo tutti i politici, il problema è rimasto uguale e identico.

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  3. bruno il 1 luglio 2011, ore 10:03

    La situazione all’interno dei Miogni è scandalosa. sia per le guardie che per i detenuti. Concordo con Mirabelli che l’amministrazione comunale deve dare risposte chiare e definitive.

  4. Roberto Gervasini il 1 luglio 2011, ore 10:49

    Direttore, invece di spendere 250mila euro per fare ” Abbracciamo il Lago” e promuovere la discesa dei cittadini rivieraschi sulla sponda del lago di Varese per incrementare il turismo, è meglio fare un nuovo carcere dove stipare pero’ gente comune di nazionalità italiana. Con un carcere di 450 effettivi si puo’ arrivare a 1000. Il che vuol dire che incrementiamo il turismo carcerario a Varese per via delle visite dei parenti. Certo porterebbe piu’ turisti un carcere nuovo a Varese che non manifestazioni costosissime anche se sostenute dal presidente della Provincia ing. Dario Galli e società collegate.
    Voltaire è sempre attuale, anzi piu’ che mai, coi tempi che corrono.
    Auguro agli scettici una bella settimana di calura ai Miogni in 16 mq in quattro persone. Mi raccomando, non nominate ne’ radicali nè digiunatori, 13ooo in Tutta Italia. Non so come sta Bisignani, in villa, ai domiciliari, in attesa anche lui.

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