Varese

Fontana: vogliamo salvaguardare i diritti dei deboli

Il sindaco di Varese Attilio Fontana

Affollato il Salone Estense di Varese per il confronto “Politiche sociali e Comuni. Fare fronte alla crisi”, promosso da Anci Lombardia. Una questione di drammatica attualità, quella sollevata in apertura dal presidente Anci Lombardia, il sindaco di Varese, Attilio Fontana, che ha aperto il suo intervento con cifre, puri numeri, capaci di tradurre efficacemente la crisi e i pericoli per i soggetti più deboli. 

Praticamente dimezzato il Fondo nazionale politiche sociali della Regione Lombardia, che dai 53 milioni e 200 mila euro del 2010 è stato portato ai 24 milioni e 574 mila di quest’anno. Il Fondio regionale è sceso dagli 85 milioni e 900 mila ai 70 milioni  di quest’anno, un taglio draconiano che sarebbe stato ancora più grave se non fossero stati aggiunti 30 milioni recentemente. Ancora più drastico il taglio del Fondo non autosufficienti: da 56 milioni a zero. “Dati che si commentano da soli – ha detto Fontana -. Una situazione drammatica, anche perchè la crisi richiede che questi fondi, semmai, vengano incrementati per dare le risposte adeguate ai cittadini, soprattutto a quelli più in difficoltà”.

Una lunga battaglia, quella dell’Anci, nei confronti del governo. Una battaglia coraggiosa e decisamente bipartisan. “Tante le richieste al governo – ha continuato il sindaco di Varese -. Ma finora l’unica realtà che ci ha risposto positivamente è stata la Regione Lombardia, che ha ripristinato il fondo regionale con 30 milioni e ha messo a disposizione una cifra consistente (26 milioni) in favore delle associazioni”. Per Fontana, la prospettiva è nera. Come ha detto aprendo il convegno di Anci Lombardia, “se non si verifica un’inversione di tendenza, c’è la posssibilità che si debba arrivare a fare scelte dolorose: ci troveremo di fronte all’alternativa tra tagliare i servizi e reperire altre risorse. E noi non vogliamo toccare i grandi temi del Welfare”.

Fontana è così entrato nel terreno delle proposte per evitare tagli drammatici ai servizi: “Una parte delle spese sanitarie possono essere destinate ad alcune spese sociali”. E per quanto riguarda i “fabbisogni standard”, “se questi diventano il nostro parametro dobbiamo continuare a garantire la qualità degli interventi”. Un’altra ipotesi allo studio, ha continuato Fontana, è la compartecipazione della famiglia per i non autosufficienti: “Finora si è fatto riferimento solo al reddito del singolo, ma se per evitare riduzioni del welfare si dovrà tenere presente il reddito famigliare, allora anche questa è una soluzione da studiare”.

“Dobbiamo mobilitarci al più presto – ha concluso Fontana – organizzandoci meglio, razionalizzando le poche risorse disponibili, cercando collaborazioni e sinergie tra pubblico e privato”.

29 giugno 2011
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