Varese

Rita Borsellino: cresce la voglia di nuova politica

L'eutrodeputata Rita Borsellino

Un incontro al quale hanno partecipato tanti varesini, che hanno affollato la saletta del Teatro Apollonio di Varese. Tutti erano curiosi di ascoltare Rita Borsellino, fondatrice e presidente nazionale dell’associazione “Un’altra storia”, oltre che sorella del giudice Paolo Borsellino ammazzato dalla mafia, in un bell’incontro organizzato da Giuseppe Musolino e che ha visto una folta presenza di direttore di media locali, dal direttore di Rete 55, Matteo Inzaghi, che con la consueta intelligenza ha inaugurato il confronto con al Borsellino, a Vittorio Colombo, responsabile della redazione della Provincia di Varese, a Stefania Radman, per VareseNews, Gianni Beraldo, direttore di Varese7press, Andrea Giacometti, direttore di Varesereport. Mancava purtroppo il direttore della Prealpina, Giancarlo Angeleri.

Una serie di cartelli colorati ricordavano le “brutte parole” del mondo d’oggi: censura, mafia, guerra, razzismo, paura, violenza, egoismo. Ad Alfio Foti, segretario nazionale dell’associazione, ha ricordato come “Un’altra storia” sia l’espressione del “popolo della dignità e della gratuità”. “Essere movimento e fare comunità”, è stato lo slogan scelto per definire il senso dell’esperienza nata in Sicilia in vista della candidatura della Borsellino alla presidenza della Regione, contro Totò Cuffaro, già sotto processo.

Pacata e sorridente, la Borsellino ha ripercorso l’avventura di un movimento che, come ha detto la parlamentare europea eletta come indipendente nelle liste del Pd, “non è contro i partiti, ma vuole fare parlare insieme cittadini e politica”. Ha approfondito il concetto, il presidente dell’associazione “Un’altra storia”: “I partiti stanno vivendo una crisi profonda, perchè si sono separati troppo dalla gente. E il nostro è un progetto che intende tessere i rapporti necessari tra persone e politica”.

Tutto è iniziato dal basso, ha ricordato la Borsellino, dalle prime iniziative di mobilitazione contro la criminalità organizzata, dalla Carovana antimafia, dall’incontro con Libera di don Ciotti, dalla consapevolezza personale maturata a partire dalla morte del fratello magistrato, dalla nascita di “Un’altra storia” al momento della candidatura alla presidenza della Regione Sicilia. “Abbiamo camminato tanto, abbiamo percorso le strade della nostra regione, siamo andati nelle città e nei paesi, abbiamo parlato con i cittadini”. Un’esperienza che ha portato ad individuare un nuovo metodo per stilare il programma amministrativo. “All’interno di realtà che abbiamo chiamato cantieri – ha raccontato la Borsellino -, abbiamo discusso e ci siamo confrontati, e abbiamo realizzato schede sui diversi problemi”. Il ricordo più bello è il “Rita Express”, il treno che portava a votare studenti e lavoratori immigrati dall’estero in Sicilia.

Un impegno politico concreto, ma con una forte valenza etica. “Questo Paese soffre di un decadimento innanzitutto morale e, come conseguenza, di un decadimento politico”. Una situazione in cui, ha continuato la Borsellino, “o ci si rassegna o si reagisce”. Il  movimento “Un’altra storia” ha deciso di reagire. “Assumersi la responsabilità di cittadini, partecipare alla vita civile, produrre e proporre alternative”. Un impegno difficile, ma che sta crescendo, come dimostra la larga partecipazione alla campagna per i referendum.

24 giugno 2011
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