Varese

Continua la protesta pacifica al carcere dei Miogni

Il carcere dei Miogni a Varese

Da due sere si sentono provenire dal carcere varesino dei Miogni rumori e grida ritmati. Quasi un tam tam che, in realtà, esce dal carcere sia al mattino che alla sera, ogni volta per circa un’ora. Battere sulle sbarre per due volte al giorno è il modo con cui i circa 140 circa reclusi nel carcere varesino protestano contro le condizioni di vita e il sovraffollamento, come sta accadendo anche in altri istituti di pena italiani.

Nel caso di Varese i detenuti, maschi e quasi tutti stranieri, sono il doppio rispetto ai posti disponibili. A questo si aggiunga il fatto che nel carcere varesino non ci sono opportunità di lavoro. Condizioni dure e difficili, contro cui da un paio dei giorni si è sviluppata una protesta in forma assolutamente pacifica. Se nulla accadrà, i detenuti sono disposti anche ad adottare altre forme di protesta non violenta, non escluso il digiuno.

24 giugno 2011
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2 commenti a “Continua la protesta pacifica al carcere dei Miogni

  1. Roberto Gervasini il 24 giugno 2011, ore 23:50

    Direttore, per chi come il sottoscritto ascolta RADIO RADICALE, è incredibile che la notizia arrivi solo oggi sulla stampa locale e su quella nazionale. La notizia della battaglia di 13.000 digiunatori tra detenuti e guardie ed anche avvocati delle camere penali corre sul web da settimane ma pensavo che per Varese valesse sempre lo stesso detto : ” A Vares tutt perd de pes”. Ai Miogni la situazione è pesante da sempre. Le guardie stan perfino peggio dei detenuti. Altrove in 16 metri quadrati stanno 22 ore il giorno in quattro detenuti. Metà sono tossici e un terzo extracomunitari. Bisignani sta ai domiciliari ,con piscina, per dire. C’è voluto il ” solito rincoglionito” (detto con affetto) Pannella, a ottantuno anni, per far ” casino” al solito modo. Voltaire scriveva che la civiltà di un Paese la si misura dal tenore e dalla situazione carceraria. Appunto. Grazie ai radicali oggi
    viene posto un problema ormai troppo vecchio. Saluti

  2. maria cavuoti il 26 giugno 2011, ore 14:31

    E’ un dramma continuo eppure sembra che da noi nessuno paghi…e allora mi spiegate l’incongruenza? Se le carceri sono sovrafollate da stranieri perchè non facciamo come gli altri paesi che ti mettono su un aereo e ti rispediscono indietro? E nel frattempo con tutte le aree dismesse ex industriali possibile che non si individui un sito più adatto ad un carcere davvero riabilitativo? Senza togliere verde a nessuno? Ma un ingegnere gestionale (non raccomandato) che organizzi e pianifichi il da farsi è mai stato preso in considerazione o dobbiamo aspettare Bisignani?

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