Varese

Cortisonici Lab, trionfa un horror tutto brividi

I protagonisti della premiazione di questa mattina

Cortisonici, ormai si sa, è un  fortunato marchio di fabbrica. Un piccolo festival iniziato un po’ per gioco, ha finito per diventare uno dei (pochi) eventi di qualità che proseguono nel tempo. Un vero e proprio brand, come direbbero i detestabili pubblicitari, che rende di qualità anche altri eventi ai quali esso venga “appiccicato”. E’ il caso della manifestazione Cortisonici Lab, che i ragazzacci di Cortisonici hanno organizzato quest’anno per la prima edizione, ma che garantiscono proseguirà. Un progetto in larga parte finanziato da Fondazione Cariplo e, in parte minore, da Coop Lombardia, che vede partecipare giovani filmaker che propongono le loro idee, a volte un trailer, a volte un copione, per essere finanziati e potere realizzare i loro sogni.

Questa mattina, nella Sala Montanari all’ex Rivoli, sono stati premiati i vincitori del concorso. Alla presenza dei Corticonici, Gianluca Gibilaro e Massimo Lazzaroni, oltre a Mauro Gervasini, che era presente nella doppia veste di cortisonico e di Premio Chiara, dato che, questa volta, l’iniziativa nasceva con la collaborazione del Chiara, della Coperativa sociale Totem, del Comune di Varese. Presente anche il neoassessore alla Cultura, Simone Longhini. Il Chiara era rappresentato, invece, anche dall’instancabile Bambi Lazzati. C’è da sperare che Cortisonici e Premio Chiara non restino le due uniche due iniziative veramente valide, popolari, seguite in città. Si attendono nuove proposte, con ansia, in questa nuova fase, senza trincerarsi dietro la mancanza di fondi (quando tutti sanno benissimo che le risorse vanno cercate fuori dalle casse comunali, come questa stessa manifestazione insegna).

Ha vinto un horror “classico”, per dirla con le parole din Lazzaroni, dal titolo “Interno 15″, firmato da Mattia Puleo al quale sono andati 4 mila euro. A pari merito (entrambi vincono 3 mila euro) “Il battimanista” di Roberto Cicogna, che a Varese era presente con un breve videomessaggio, e “Una volta fuori” di Renato Chiocca, un “road movie” che narra di un viaggio di formazione che vede coinvolti un bambino e suo zio, protagonisti che troveranno in quella esperienza un motivo per cambiare le loro vite.

Tra i 14 autori che hanno partecipato, questi tre sono stati premiati. Resta poi l’itinerario formativo, i momenti di incontro e di confronto con registi “laureati”, il rapporto con la città, una serie di elementi che certamente hanno arricchito i partecipanti. Appuntamento al prossimo anno, con altri filmaker e altri ospiti, in pista per la seconda edizione.

20 giugno 2011
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