Varese

Cadeau (funebre) del Comune sull’Unità d’Italia

Il terribile totem del Distretto del Commercio

Nel non generoso novero di iniziative promosse dal Comune di Varese per i 150 anni dell’Unità d’Italia, evento apparso fin dall’inizio un po’ indigesto a Palazzo Estense, è uscito un volume dedicato alle lapidi che si trovano a sotto ai portici del Comune, poste in quel luogo tra la seconda metà dell’Ottocento e il secolo scorso. “Il lapidario di Palazzo Estense a Varese. Storie di uomini e di eroi”, a cura di Serena Contini, è stato presentato oggi in Salone Estense, e si è ribadito nei vari interventi che si tratta di un frutto molto economico della struttura del Comune, senza apporti esterni (in realtà, c’è qualche intervento esterno, Francesca Boldrini ed Elisabetta Ghiringhelli).

Il volume ha una struttura molto tradizionale: è introdotto da un breve scritto di Giuseppe Armocida e Robertino Ghiringhelli, due dei componenti del famoso Comitato dei saggi del Comune per l’Unità d’Italia (il terzo è l’avvocato Mario Speroni), presenta l’immagine fotografica della lapide (o del monumento funebre, nel caso del prevosto Benedetto Crespi), propone una scheda spesso erudita e abbastanza noiosa. Anche il titolo del volume, come del resto ha sottolineato Robertino Ghiringhelli nel suo intervento, “non è dei migliori”. Per non parlare del colore dominante nel volume, un colore rosa, definito “rosa Palazzo”, cioè della stessa tonalità delle mura del Comune.

Certamente si tratta di un tentativo di ricostruire la storia nazionale da un punto di vista locale. Anzi, dal punto di vista di quel monumento nel monumento che sono gli ampi portici di Palazzo Estense, che recentemente hanno ospitato anche una mostra di “Terra Insubre” che definiva ”Austria Felix” quella che ha mandò a morte anche uno dei personaggi ricordato sotto ai portici, il martire tridentino Cesare Battisti. Come ha detto la curatrice, Contini, il portico di Palazzo Estense è stato chiamato, nel corso del tempo, “Pantheon”, “biblioteca storica”, addirittura “Famedio”. Sarebbe forse il caso di rimuovere l’orrendo totem del Distretto del commercio collocato a ridosso del portico glorioso, una posizione che disturba la vista del bellissimo panorama dei Giardini Estensi.

Un volume, quello del lapidario presentato oggi, che celebra personaggi illustri, come ha detto il sindaco Fontana, “uomini eccellenti, eroi del Risorgimento e della Resistenza”. “La copia numero uno – ha ricordato Fontana – sarà inviata al Presidente della Repubblica Napolitano”.

18 giugno 2011
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Un commento a “Cadeau (funebre) del Comune sull’Unità d’Italia

  1. Roberto Gervasini il 18 giugno 2011, ore 16:33

    Direttore, han pulito le lapidi, come han potuto, ed è bene. Insomma ” g’han lava’ la facia ai vecc perchè l’era tropa vuncia”. Del totem piazzato dove la foto bene illustra direi che è in linea col sobrio gusto del noster sindic e del parti de l’umbrela ( Mangiaa, bee e…. me ricordi pu’) che a Vares vince sempre. Anche oggi piove. Credo che nessuno abbia letto i cartelli dell’Austria Felix sotto il porticato ma a qualcuno di noi di Varese per l’Italia 26 maggio 1859, dopo una bella risatona, è venuta la curiosità di sapere quanto ha incassato l’allestitore dal Comune di Varese con cotanta celebrazione CONTRO, di fatto, il Risorgimento. Questo 2011 per il Comune di Varese è stato un anno orribile che abbiamo documentato raccogliendo materiale. Il sottoscritto ha dovuto minacciare un’ occupazione del Consiglio comunale per ottenere i reperti oggi in mostra a Villa Mirabello, ottimamente curata dall’arch. Franco Prevosti. Ma Vares è una citta’ alla deriva da vent’anni e non dobbiamo lamentarci. Basta dire che è il capoluogo lombardo dove il quorum dei refrendum
    non è stato raggiunto una settimana fa. Viva Radetzky e tutti i suoi impiccati.
    Quando mi chiedono di dove sono, rispondo ” di Novara” per mia fa figur.
    Ve saludi.

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