Varese

Quell’oscuro oggetto del nuovo Teatro di Varese

Presentazione degli incontri sul nuovo teatro di Varese

Il sindaco Fontana l0 aveva detto. Ai giornalisti che gli chiedevano quale sarebbe stato il primo impegno del Fontana bis, aveva risposto: il nuovo teatro di piazza Repubblica. Tuttavia, a pensarci bene, nessuno sa nulla di questo super-progetto. Si sa che si tratta di un intervento molto ampio, che coinvolge l’intera piazza e che una società torinese aveva avanzato un progetto per fare parture la procedura del project financing. Scarse le informazioni, nervosamente accolte le richieste di saperne qualcosa di più. Dunque è bene che il sindaco, in una lettera, abbia auspicato la massima partecipazione possibile.

Anche questa mattina, in Comune, non si è andati molto in là, alla presenza del sindaco, del nuovo assessore alla Cultura Simone Longhini, dei dirigenti Campane e Gardelli. Due gli incontri organizzati dal Comune, il 22 giugno e il 18 luglio, a Varese, presso l’ex Cinema Rivoli. Come ricorda l’assessore all’Urbanistica, il riconfermato Fabio Binelli, Lega Nord, si è deciso di intanto di praticare la via dell’esclusione della Vas (Valutazione Ambientale Strategica) per il mega-progetto. Ora, occorre se si può percorrere questa strada prima di arrivare alla variante del Prg: la documentazione relativa è messa a disposizione presso la segreteria Area IX, via Caracciolo 46, dal 20 giugno al 20 luglio. Oltre ad essere pubblicata sul sito del Comune (www.comune.varese.it).

Ma allo stato, come ha spiegato Binelli, “è come se ragionassimo su cubi posti sulla piazza, che si danno l’idea, in scala, delle volumetrie e del luogo in cui sono collocate, all’interno della piazza”. Da quello che si è capito, al momento, in questa fase preliminare, prima della discussione in Consiglio della variante e prima del bando di gara (che potrebbe essere lanciato nella primavera prossima), ancora poche sono le notizie su cui ragionare. Insomma, il nuovo teatro resta un oggetto oscuro (forse, del desiderio).

Le questioni delle volumetrie, delle “contropartite” che saranno offerte ai privati nella piazza, dei rischi di speculazione, sono oggi il vero tema di cui ragionare. Può apparire, dunque, in questa fase preliminare, un po’ fuorviante discutere, come accadrà mercoledì 22 giugno, alle 18.30, presso l’ex Rivoli, di cultura, del “perchè un sogno deve farsi realtà”. Avverrà con due esperti, Adriano Gallina, direttore dimissionario della Fondazione culturale di Gallarate, che con questo incontro ritorna alla grande sulla scena del dibattito culturale varesino, magari in vista di un suo futuro impegno (chissà) nella direzione del nuovo teatro, e il musicologo e direttore della Stagione musicale del Comune, Fabio Sartorelli.

Non vorremmo che, mentre stiamo parlando di teatro e di cultura, sogni e quant’altro, con intellettuali e filosofi, dalle parti di piazza Repubblica spuntasse un bel grattacielo al posto dell’Apollonio, per opera di qualche scaltro immobiliarista.

17 giugno 2011
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2 commenti a “Quell’oscuro oggetto del nuovo Teatro di Varese

  1. Raffaella Greco il 17 giugno 2011, ore 16:44

    A Varese un teatro nn serve , l’ex caserma garibaldi sarebbe un’ottima sede per rettorato e ufficio universitari , così che animando di studenti piazza della repubblica si possa anche risolvere senza azioni epiche il problema della sicurezza

  2. Bruno Belli il 17 giugno 2011, ore 18:35

    Un teatro a Varese può essere utile, quantochè anche necessario, ma deve essere progettato e studiato in modo diametralmente opposto a come l’attuale amministrazione sta impostando il probelma. Tra l’altro, personalmente, ho più volte indicato in pubblico – con articoli e con incontri – quale potrebbe essere la strada giusta – e ho avuto conferma anche da conoscenti del Politecnico che la mia idea sia fattibile – strada che porterebbe un risparmio generale, anche se si trattasse dell’ipotesi di un’opera realizzata in “simbiosi” tra pubblico e privato. Oltre a questo, il progetto intero, proprio nell’area della Caserma Garibaldi, uan volta realizzato , ma almeno in 4 (quattro) anni ed in 3 (tre) fasi, potrebbe persino apportare affitti calmierati -. quindi ENTRATE – al Comune di Varese. Evidentemente, si sta suonando la solita sinfonia da parte di gente volutamente sorda e di mediocri vedute.

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