Varese

Alla Prima Cappella il museo di monsignor Macchi

La nuova sede della Fondazione Paolo VI

Un’operazione lunga e articolata, che sta richiedendo molto impegno e un’ingente quantità di risorse. E’ la nuova casa della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte, che il segretario particolare di papa Paolo VI e poi Vescovo di Loreto, monsignor Pasquale Macchi, ha designato quale proprio erede universale dei suoi beni. Questa mattina, per la prima volta, in occasione della presentazione della seconda stagione di teatro sacro, siamo entrati nel piccolo edificio in cui saranno collocati gli uffici della fondazione che è presieduta dal Vicario episcopale di Varese, monsignor Luigi Stucchi, e che entro la prossima estate dovrebbe essere completata.

L’edificio di due piani che sorge di fronte alla prima Cappella è la nuova sede della Fondazione. A fare gli onori di casa, questa mattina, era presente Riccardo Broggini, che della fondazione è vicepresidente. In questo edificio che è stato ristrutturato (in origine era il magazzino dell’adiacente e ora fatiscente Ristorante “Prima Cappella”), al piano terreno troverà spazio un Info Point che offrirà informazioni a turisti e varesini sulla montagna sacra varesina, mentre al primo piano avrà sede la fondazione.

In questo momento gli arredi sono ridotti all’essenziale, ma Broggini presenta quasi con commozione il piccolo altare che utilizzava Macchi per dire messa nel suo ultimo rifugio, il monastero della Bernaga (Lecco). “Quando, negli ultimi anni, dopo l’esperienza di Loreto, Macchi si rifugiò alla Bernaga – dice Broggini -, viveva in due stanze minuscole, una delle quali adibita a piccola cappella con questo altare”. Qualche altra opera d’arte sacra è stata collocata al primo piano, anche se la vera “eredità Macchi” troverà adeguata sistemazione presso l’ex albergo ristorante “La Samaritana”.

L’edificio, restaurato e ristrutturato, sarà la sede di un piccolo museo dedicato al segretario di Paolo VI. Ma cosa ospiterà questo museo? “Certamente la gran parte delle opere appartenute a Macchi sono oggi presso il Centro Paolo VI di Concesio (Brescia). Una parte, però, sono state lasciate da Macchi a Varese. Nel museo troveranno spazio opere d’arte - spiega il vicepresidente Broggini  -, ma anche ricordi personali del monsignore. Tanto materiale, di cui una parte sarà esposta: a tale proposito sarà incaricata una commissione di esperti che sceglierà cosa proporre ai visitatori. Magari si potrà decidere anche di proporre a rotazione cose diverse appartenute a Macchi”. Ma non è finita qui.

“Tra le idee che stiamo discutendo c’è quella di una mostra biennale di arte sacra, che potrebbe caratterizzare la città di Varese”, dice Broggini. E riconosce che la prima intuizione di questo progetto la ebbe, qualche anno fa, l’allora vicesindaco di Varese, Gianpaolo Ermolli. “Uno degli assessori più innovativi. Del resto, i migliori se ne vanno prima di altri”, sottolinea il vicepresidente della fondazione. Oltre alla mostra biennale, si sta anche pensando all’ipotesi di ospitare “artisti residenti” che qui realizzino le loro opere dedicate al Sacro Monte, da lasciare poi in eredità alla fondazione. Infine Sergio Giorgetti, consigliere della fondazione, fa notare il cattivo stato in cui versa l’ex ristorante “Prima Cappella”, che sorge a fianco della fondazione. “Uno stato di degrado, a cui speriamo che metta mano il Comune. Sorge su un’area di 2500 metri quadrati, e se fosse abbattuto l’edficio potrebbe essere il luogo giusto per realizzare un parcheggio”.

Insomma, alla prima Cappella sta per sorgere uno spazio culturale di grande importanza. Che sarà un grande omaggio al Sacro Monte di Varese e a colui che, più di chiunque altro, si è impegnato per il suo rilancio.

14 giugno 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento a “Alla Prima Cappella il museo di monsignor Macchi

  1. Raffaella Greco il 14 giugno 2011, ore 15:30

    Iniziativa importantissima, sempre più convinta che per il rilancio del Sacro Monte e di Varese vadano fatti degli accordi con i tour operation di turismo religioso!!

Rispondi