Varese

Il Phoslock funziona nel Lago di Varese. Ma costa tanto

Il Lago di Varese

Sono state presentate all’Osservatorio del Lago di Varese le tre relazioni finali redatte da Phoslock Europe GmbH, dall’Università degli Studi dell’Insubria e da Arpa Dipartimento di Varese. Le relazioni “fotografano” la sperimentazione scientifica effettuata sul lago di Varese, nel biennio 2009-2010, tramite l’applicazione del prodotto Phoslock.

L’attuale problema del lago di Varese è la presenza di fosforo che ancora grava sul suo bacino. C’è un rilascio dal sedimento lacustre, ma non è trascurabile neppure il contributo del carico esterno.  La ricerca della soluzione per il risanamento del lago deriva innanzi tutto dalla necessità di ottemperare alle disposizioni della Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE) che impone per tutti i laghi con superficie superiore a 50 ha (il lago di Varese si estende per 1480 ha) il raggiungimento entro il 2015 di “…un buono stato ecologico”, un termine che, considerato l’elevato stato di compromissione del lago di Varese, è stato posticipato al 2021.

Esauriti i benefici ottenuti con il completamento del sistema di collettamento delle fognature con recapito dei reflui all’impianto di Gavirate e preso atto dell’impossibilità di ottenere risultati in tempi accettabili tramite il prelievo ipolimnico, l’impegno della Provincia di Varese si è concentrato nella ricerca di possibili alternative tecniche che consentissero di affrontare il problema dell’abbattimento delle concentrazioni di fosforo.

A tal proposito gli esperti sono stati concordi nel ritenere che, allo stato delle conoscenze scientifiche attuali, l’unica tecnica potenzialmente applicabile per contrastare il rilascio di fosforo dal sedimento in termini di efficacia, costi e di tempo necessario per il raggiungimento del risultato, è quella che prevede l’utilizzo del prodotto “Phoslock”, un’argilla modificata mediante aggiunta di ioni di lantanio.

E’ stata così attivata una sperimentazione scientifica in ambiente confinato sul lago di Varese finalizzata alla verifica dei seguenti aspetti: efficacia del prodotto “Phoslock” nella riduzione del carico interno di fosforo; assenza di ripercussioni negative sull’ecosistema lacustre legate all’applicazione del prodotto. L’impianto pilota è stato posizionato a circa 80 metri dalla riva in località Groppello di Gavirate.

Come oggi è stato detto a Villa Recalcati, dove è stata applicata la ricetta-Phoslock, le concentrazioni di fosforo sono state quasi del tutto abbattute. L’esperimento ha dunque portato a capire che il Phoslock è efficace e non si sono registrate conseguenze negative sull’ambiente. Si devono però tenere presenti i costi certo non indifferenti per mettere in atto un’estensione del prodotto. Infatti per avviare la prima fase sono necessari 150mila euro rispetto agli 80mila preventivati.

Un’attenta lettura di queste risultanze permetterà di valutare, di concerto con tutti gli Enti territoriali interessati ed in particolare con la Regione Lombardia, la possibilità di un’applicazione del prodotto su tutto il Lago di Varese.

10 giugno 2011
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