Varese

Il Gulliver a convegno. Ma non arrivano le autorità

Il convegno al Centro Gulliver

Ci vuole un bel coraggio a intitolare un convegno “Quando diciamo comunità. Passato e futuro”. E certamente a don Michele Barban, fondatore e presidente del Centro Gulliver, il coraggio non è mai mancato. In una fase storica di bulimia individualistica e di competitività col turbo, la parola comunità è guardata con diffidenza ed ostilità. Eppure il Centro Gulliver, in occasione del suo 25° anniversario, ha voluto dedicare proprio a questa espressione una riflessione. Un dibattito a molte voci, iniziato questa mattina e che proseguirà fino all’ora di pranzo di domani 11 giugno.

Un covegno per rileggere la presenza importantissima di questa realtà sul nostro territrorio. Una realtà che, come ha detto bene il presidente Formigoni in un suo merssaggio inviato al convegno, dà gambe e testa alla “welfare society” che deve prendersi carico di tutti, ma soprattutto dei più deboli. Una riflessione alla ricerca di una “comunità autentica”, come dice don Barban, una comunità in cui si possano coniugare con intelligenza “bisogno di siciurezza e desiderio di libertà”.

Al convegno di questa mattina, al quale hanno partecipato operatori ed esponenti del mondo del volontariato, ha preso la parola il sindaco di Varese, Attilio Fontana, che ha rivisitato il lungo cammino che ha percorso il Gulliver per ottenere piena cittadinanza sul nostro territorio. “Qualcuno, ai suoi inizi – ha detto Fontana – considerava questa realtà con un certo pessimismo, pensando che i giovani di cui si prendeva carico non si potevano recuperare”. Ma poi con il passare del tempo, si è fatta strada la consapevolezza dell’importanza del Gulliver. “Dopo il carcere, per i tossicodipendenti, non c’erano risposte adeguate – ha continuato il primo cittadino -, i centri esistenti erano pochi. Quando fu aperto questo centro, la città provò un grande sollievo”. Ma il sindaco non ha dimenticato anche che la storia del Gulliver non è stata una strada in discesa e “molti hanno cercato di mettere un bastona tra le ruote del Gulliver”.

Anche Christian Campiotti, assessore provinciale ai Servizi sociali, ha definito il Gulliver “una realtà che costituisce una vera eccellenza per il nostro territorio, un esempio della capacità innovativa di fare oggi Welfare”.

Un confronto senza dubbio interessante, disertato però da molti ospiti illustri che avrebbero dovuto essere presenti, dal presidente Formigoni al prefetto Vaccari, dal questore Cardona al presidente della Provincia Dario Galli e della Regione Formigoni. Formigoni e il vicario episcopale monsignor Stucchi hanno inviato un messaggio scritto. Assenze che don Barban ha notato esprimendo un certo disappunto.

10 giugno 2011
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Un commento a “Il Gulliver a convegno. Ma non arrivano le autorità

  1. abramo il 10 giugno 2011, ore 17:45

    ma Ligresti c’era?

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