Economia

Il leghista Reguzzoni sollecita tutela dei frontalieri

Una categoria che viene spesso guardata con diffidenza sia in Canton Ticino che sul territorio nazionale. Ma i frontalieri restano un’importante risorsa per l’economia, e dunque continuano a costituire un oggetto significativo di polemiche e dibattito politico. “Considerare come elemento prioritario nel dialogo italo-svizzero la tutela dei lavoratori frontalieri quale elemento portante dell’economia nella quale operano e pertanto meritevoli di tutela e di assoluta non discriminazione”. E’ quanto chiede la Lega Nord  in una mozione a prima firma Marco Reguzzoni,
capogruppo alla Camera dei deputati, che verra’ discussa lunedì in Aula.

“In un contesto di crisi finanziaria – spiega Reguzzoni – il nostro Paese, per favorire al massimo il rientro di capitali italiani depositati all’estero, ha messo a punto nel 2009 lo “scudo fiscale” che ha pero’ presentato alcuni punti problematici, in particolare proprio per i frontalieri”. “E’ necessario pertanto – sottolinea il capogruppo – che il governo metta in atto immediate e significative iniziative diplomatiche per riaprire un dialogo proficuo con la controparte elvetica su temi tanto importanti e si adoperi affinche’ l’entità della compensazione ai Comuni di confine a valere sui redditi dei frontalieri, sia mantenuta nelle percentuali attualmente applicate”.

“Nel G-20 di Londra del 2 aprile 2009 – spiega Reguzzoni – era stato deciso di porre fine sostanzialmente all’istituto del segreto bancario, autorizzando l’OCSE a pubblicare l’elenco dei cosiddetti paradisi fiscali e mettendo conseguentemente a punto una serie di sanzioni mirate. La Svizzera è risultata inclusa nella cosiddetta lista grigia, quale Paese che ha formalmente accettato di collaborare nel rispetto delle regole di trasparenza finanziaria dell’OCSE, ma che poi nella sostanza sembra non avere concretamente attuato le misure richieste”.

“Nel medesimo contesto – sottolinea Reguzzoni – sono stati applicati provvedimenti amministrativi lesivi degli interessi della Confederazione Elvetica e in particolare del Canton Ticino. Basti pensare alle ispezioni selettive e mirate solo alle filiali italiane di istituti bancari svizzeri: passi che hanno causato il deterioramento dei rapporti diplomatici tra i due Paesi”.

“Chiediamo – conclude Reguzzoni – che il Governo si impegni nel valorizzare e supportare i rapporti esistenti tra le
collettività territoriali confinanti dei due Paesi come primo e più forte canale di dialogo tra le due realtà. E che non vengano penalizzati in alcun modo i lavoratori frontalieri, adottando tutti i provvedimenti necessari ad
un’applicazione corretta dello scudo a questa particolare categoria di lavoratori”.

“La mozione – spiega il deputato comasco Nicola Molteni – conferma l’attenzione da parte della Lega Nord nei confronti dei frontalieri e di quanto il Carroccio  abbia a cuore le sorti di una categoria di lavoratori che rappresenta una risorsa per i Comuni di confine e per l’intero Paese. Il ristorno delle tasse ai Comuni di confine  – sottolinea Molteni, firmatario
della mozione  – sono oggi una necessita’ che non puo’ essere toccata e che deve rimanere sul nostro territorio”.

“Gli oltre 50mila frontalieri italiani occupati in Svizzera – ribadisce Jonny Crosio, altro firmatario della mozione – rappresentano una realtà economica che abbiamo il dovere di salvaguardare: la Lega Nord l’ha sempre
fatto e continuera’ a farlo. Purtroppo ci accorgiamo di questi lavoratori solo quando sorgono dei problemi ed emerge la distanza che separa Roma e Berna dai propri confini. Il nostro governo e quello svizzero devono
tutelare i frontalieri, una categoria che per le sue peculiarità risulta più debole, ma che proprio per questo necessita di attenzioni ancora maggiori”.

4 giugno 2011
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