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Regione, Pd contro aumenti “clandestini” delle tariffe

Scende in campo il Pd sugli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico, e in particolar modo su meccanismi di aumento automatico, tanto più se legato a una corrispondente riduzione delle risorse da parte del governo.

“I pendolari già pagano il 12,5% in più rispetto a inizio anno e dal primo di settembre, con un ritocco semiclandestino in pieno agosto, si ritroverebbero un aumento complessivo pari a quasi il 25%”, spiega il consigliere regionale del PD Stefano Tosi.

Continua il consigliere varesino del Pd: “Prima di questi aumenti, i lombardi contribuivano con biglietti e abbonamenti per quasi il 40% dei ricavi della società ferroviaria Tln, oggi Trenord, in linea con la tedesca Dueutsch Bahn (39%) e poco meno della francese Sncf (44%), ma con un palese differenziale di qualità del servizio, anche perché la portata del contributo pubblico in Germania e Francia è decisamente superiore. Con questi aumenti il costo del servizio ferroviario sarebbe ancor più sulle spalle degli utenti, senza alcuna garanzia di miglioramento del servizio né la possibilità di verificare l’efficacia e la qualità fornite da Trenord viste le condizioni di monopolio create dalla Regione.”

Il Pd ha annunciato una campagna contro gli aumenti con diversi volantinaggi nelle stazioni ferroviarie all’indomani della scadenza referendaria.

1 giugno 2011
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