Varese

Trenord, passi indietro sul fronte del cicloturismo

Un duro attacco, quello sferrato da Fiab Ciclocittà di Varese nei confronti della nuova società di trasporto Trenord. Dice l’associazione: “La gestazione è stata lunga, il travaglio doloroso ma finalmente la creatura è venuta alla luce. Però non è proprio una bellezza nel caso del trasporto bici+treno che, come i gamberi, ha fatto qualche passo all’indietro piuttosto che un significativo balzo in avanti. Come ci si sarebbe aspettati da un’azienda che si dichiara nuova e che vuole offrire “un servizio con standard di efficienza e qualità paragonabili ai migliori sistemi europei”, come recita l’opuscolo “Il trasporto regionale cambia prospettive” a firma del Presidente Formigoni e dell’Assessore Cattaneo”.

L’associazione varesina fa esempi concreti: “A Varese non si possono più fare i biglietti comitiva, di qualsiasi tipo. Neppure quelli internazionali. Per entrambi bisogna andare a Gallarate! Siamo ancora nella fase organizzativa in cui la confusione la fa da padrona ma forse una telefonata ad una delle associazioni che rappresenta una grossa fetta di utenza – clienti con bici al seguito -, come può essere quella rappresentata dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta, poteva rappresentare un gesto di cortesia istituzionale almeno per avvertire di alcune novità che possono creare non poche difficoltà al cliente con bici al seguito. Oppure forse un po’ ci si vergogna di un clamoroso passo indietro rispetto al tema e dunque si preferisce negarsi”.

Fiab regionale ha chiesto un incontro con la dirigenza della nuova società per affrontare il tema del trasporto bici sui treni e aggiornare la convenzione che, al momento, non ha più alcuna validità anche in funzione delle nuove modalità di trasporto.

Continua la Fiab Ciclocittà: “Riteniamo più che urgente un incontro perché questa è la stagione di massimo utilizzo della modalità bici+treno e, se la dirigenza di “Trenord” avesse la bontà di fare una verifica de visu, forse si accorgerebbe che il cicloturismo avanza a passi da gigante e i turisti dall’estero, ad esempio, non capirebbero un regolamento di 60 pagine per sapere se possono prendere un treno e a quale costo”.

31 maggio 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento a “Trenord, passi indietro sul fronte del cicloturismo

  1. puzzailsignorvincenzo il 1 giugno 2011, ore 01:51

    Bella la foto

Rispondi