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Tornano orsi, lupi e linci. Assicurati contro i loro danni

Una lince

Insieme all’orso bruno, il lupo e la lince che, grazie ad un programma regionale, sono ricomparsi nei nostri boschi, torna in vigore anche la polizza che copre i danni causati da questi animali.

“Iniziano ad essere tangibili – ha detto l’assessore ai Sistemi verdi e Paesaggio della Regione Lombardia Alessandro Colucci – i primi risultati della politica di protezione, tutela e reinserimento portata avanti in questi anni da Regione Lombardia a favore di alcune specie di carnivori. La ricomparsa sul territorio lombardo di queste specie è indice di un buono stato di conservazione degli habitat montani, importante per il mantenimento degli equilibri dell’ecosistema del territorio. Oggi vogliamo rendere questo ripopolamento sempre più compatibile con le attività umane presenti, in particolare con la zootecnia”.

Dal 1 maggio, dunque – su iniziativa dagli assessorati all’Agricoltura e ai Sistemi verdi e Paesaggio, nell’ambito delle rispettive competenze in materia di tutela di specie particolarmente protette e gestione della fauna selvatica – è nuovamente attiva la polizza che copre i danni causati da orso, lupo e lince. La copertura assicurativa vuole favorire la massima convivenza e compatibilità con le attività zootecniche, risarcendo i danni a cose e animali provocati da orso, lupo e lince. Quindi, su tutto il territorio regionale, chi subisce danni accertati da questi predatori carnivori, potrà rivolgersi ai Parchi e alle Province e sporgere denuncia con richiesta di rimborso dei danni subiti.

“Con il ritorno dell’orso, del lupo e della lince – ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura Giulio De Capitani – inevitabilmente si verificano occasionali episodi di predazione nei confronti degli animali al pascolo. La polizza assicurativa stipulata da Regione Lombardia permetterà di liquidare integralmente i danni causati da questi animali. Se da un lato è fondamentale salvaguardare la presenza degli unici grandi mammiferi predatori autoctoni delle alpi, che stanno  ricolonizzando gli spazi naturali più incontaminati e meno disturbati dall’uomo, dall’altro è nostro dovere proteggere l’attività degli allevatori che in montagna realizzano il proprio reddito”.

31 maggio 2011
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