Varese

Fontana chiude con una risottata di governo

La risottata dei ministri leghisti in piazza Podestà

Una lunghissima chiusura di campagna elettorale per Fontana sindaco, quella organizzata ieri, nel tardo pomeriggio e durata fino alla notte, da Lega Nord e Pdl. Un’iniziativa rimasta in forse fino all’ultimo a causa delle incerte condizioni metereologiche, ma che alla fine è ben riuscita in piazza del Podestà, sotto una sede del Carroccio imbandierata e illuminata.

Prima del comizio finale tenuto da Umberto Bossi, il clou è stato una maxi-risottata, inaffiata da birra e vino, offerta a tutti i cittadini. 75 chili di riso Carnaroli e tre forme di ottimo Gorgonzola hanno prodotto oltre seicento porzioni di riso, davvero ottime e apprezzatissime da tutti. Organizzazione impeccabile dell’evento, seguito con attenzione dal segretario cittadino leghista di Varese, Carlo Piatti. Nella piazza, che ha visto danzare fino all’arrivo di Bossi e degli altri big leghisti, con un inedito Fontana che si è lanciato in “pista” con alcune signore del pubblico, erano presenti i principali esponenti leghisti della città e di tutta la provincia, una folta rappresentanza del Pdl, con alla testa l’assessore regionale Raffaele Cattaneo, un gruppo di giovani aderenti alla Giovane Italia presieduta da Stefano Clerici.

L’attesa generale restava per l’arrivo di Umberto Bossi, che attorno alle nove e mezza è giunto nella piazza, dopo che, dal palco, erano già intervenuti i leghisti Carlo Piatti, il segretario provinciale Stefano Candiani, l’eurodeputato Francesco Speroni, e i Pdl Raffaele Cattaneo e Aldo Colombo. Il fondatore del Carroccio è stato accolto sul palco dal consueto “Bossi-Bossi” scandito dalla folla e da un tripudio di bandiere e striscioni leghisti. L’intervento di Bossi ha visto la presenza sul palco, oltre ad Attilio Fontana, anche del ministro degli Interni, Roberto Maroni, del capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni e del presidente della Provincia Dario Galli, insieme a Cattaneo e Colombo.

“Tocca a voi legnare…segno su Fontana…tùn (e fa il gesto di un’acetta, ndr) e tutto va a posto per Varese”, parte Bossi. Un intervento politico, ma con ampi riferimenti a ricordi ed esperienze “della prima ora” leghiste in una città che, come dice lui, “è la sede storica della Lega”. Si sofferma a lungo sui ricordi di una Varese che aveva un trrenino che collegava la città con Sacro Monte e Campo dei Fiori. Un collegamento che “era la caratteristica di Varese”. Poi tornano i primi momenti, quando il Carroccio era più “di lotta!”, che “di governo”. L’acquisto della sede di piazza del Podestà (“almeno se ci arrestano, lo vedono tutti”), il primo taglio del nastro ad una sede leghista (“la strada era piena di Carabinieri”), e poi il federalismo.

“Lo abbiamo fatto io e Calderoli, il federalismo”, taglia corto. “Gli altri hann0 solo provato a metterci il bastone tra le ruote”. Continua Bossi: “Col federalismo fiscale le cose possono cambiare. Il potere si è allontanato dai cittadini, è andato in Europa. Adesso bisogna eleggere un sindaco come Fontana che porti avanti il federalismo”. Prima di chiudere ribadisce l’arrivo di Ministeri al Nord. “Verranno, sono tutti d’accordo, chi la dura, la vince”. Poi Bossi passa la parola a Fontana. Che dice: ”Non possiamo neppure pensare che nella nostra Varese si possa costruire una nuova Moschea o istituire un registro delle coppie di fatto – dice Fontana. – Mai a Varese un sindaco di sinistra”.

Al termine, Bossi, accanto a Maroni e Fontana, canta “Va’ Pensiero”. Chi è rimasto nella piazza partecipa alla melodia diffusa a tutto volume dagli altoparlanti. Al termine, i big del Carroccio si siedono ai tavolini del Biffi per una risottata. Una risottata dove è presente tutta la delegaazione leghista del governo Berlusconi. C’è Bossi, Maroni, Calderoli, accanto a Fontana e Reguzzoni, circondati dagli uomini delle scorte. Arriva anche la bella Elisabetta Sofia, candidato sindaco leghista a Malnate. Premono i militanti ed è un continuo viavai per autografi sui foulard, foto ricordo, strette di mano.  Si chiude così la campagna per il ballottaggioo 2011. Ora la parola passa ai cittadini.

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28 maggio 2011
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