Varese

Parla Veltroni, l’anima moderata del centrosinistra

Il comizio di Veltroni a Varese

Non ha il carisma e il fascino di Nichi Vendola, ma, politicamente parlando, Walter Veltroni, rispecchia bene la cultura politica e la sensibilità del Partito democratico, “azionista di maggioranza” della coalizione di centrosinistra che a Varese appoggia Luisa Oprandi nella corsa verso Palazzo Estense.

Veltroni è arrivato attorno alle sei del pomeriggio a Varese, in piazza Monte Grappa, ricevendo subito l’abbraccio e il benvenuto da parte di Luisa Oprandi. Poi una camminata nel Corso, affollato a quell’ora, insieme alla Oprandi, ai segretari del Pd provinciale e cittadino, Fabrizio Taricco e Roberto Molinari, al deputato Daniele Marantelli, al senatore Paolo Rossi, ai consiglieri regionali, Stefano Tosi e Alessandro Alfieri. Strette di mano, saluti, abbracci ai tanti che si sono avvicinati all’ex segretario del Pd.

Veltroni ha preso la parola sul palco di piazza Podestà, proprio sotto il balcone della sede leghista. E subito ricorda che queste elezioni servono per scegliere il sindaco, “la persona che meglio deve rappresentare i valori della città”. Secondo Veltroni, “fare il sindaco è una missione”. Dopo avere evocato quei “missionari di questo territorio incontrati in Africa”, la missione del sindaco sta nella consapevolezza che “non c’è problema dei cittadini che non riguardi il sindaco”, nessun cittadino deve sentirsi solo.

Ricerca della comunità contro una politica costruita sulla paura, che fa appello alla paura, “con le porte chiuse”.  ”Le porte delle nostrre città devono restare aperte – continua Veltroni -, perchè non c’è cosa che dia più felicità che aiutare gli altri”. Occorre secondo Veltroni “riattivare relazioni, fare comunità, sentirsi fino in fondo italiani, seguendo l’appello del presidente Napolitano”. Un nome che suscita subito un fragoroso appluaso della piazza.

Veltroni ha rimarcato che “è necessario l’orgoglio di essere italiani, i leghisti eletti in Parlamentonon dovrebbero portare nel taschino non un fazzoletto verde, ma fatto di tre colori”. “Siamo un grande Paese – continua Veltroni -, che deve guardare al futuro con la schiena diritta e la testa alta”. Un Paese che ha “città che non sono mai banali, con grande talento”. Come Varese, dice ancora Veltroni, “che mi ricorda la Ignis, Borghi, una grande passione sportiva”.

Tra i valori della nazione, al primo posto Veltroni mette la legalità, “sbeffeggiata da chi ogni giorno attacca e offende i giudici”. E il rilancio di un Paese che deve liberarsi dalla paralisi imposta dal centrodestra. “Speriamo che da lunedì si ritorni a parlare di cose serie – ha concluso Veltroni -, e che nelle città al voto si scelgano le persone più oneste, più aperte, più capaci, come Luisa Oprandi, di rappresentare il Dna di questa città: un Dna fatto di solidarietà e di voglia di intraprendere”.

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26 maggio 2011
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