Varese

Alla ricerca della comunità perduta. Convegno Gulliver

Da sinistra, Fontana, don Barban, Gutierrez e Campiotti

Un argomento davvero suggestivo, quello scelto dal Centro Gulliver di Varese, per celebrare i 25 anni di vita. “Quando diciamo comunità. Passato e futuro” è il titolo del confronto che si terrà presso lo stesso Centro (via Albani 91, a Varese) il 10 e l’11 giugno, con una premessa teatrale. Quest’ultima consiste nel bel lavoro di Andrea Chiodi “Marija Judina, la pianista che commosse Stalin”, che il 9 giugno, alle ore 21.30, sarà rappresentato al Teatrino Santuccio (ingresso gratuito).

Come ha ricordato questa mattina il fondatore del Centro, don Michele Barban, “il punto di partenza è l’esigenza di prenderci cura della nostra convivenza, mettendo al centro la persona”.  E per questo, ha continuato Barban, è fondamentale riflettere sui luoghi in cui si fa o non si fa comunità: la città, la famiglia, la scuola, la Chiesa, la comunità terapeutica.

“Una bella e importante realtà del territorio, il Gulliver – ha dichiarato Lucas Maria Gutierrez, direttore sociale Asl di Varese -. Una realtà che nasce dal territorio, ed esempio di risorsa positiva per il territorio”. Per l’assessore ai servizi sociali della Provincia, Campiotti, il Gulliver “ci suggerisce come si fa il welfare vero,  silenzioso e coivolgendo il mondo positivo che esiste”. Per il sindaco Attilio Fontana “è allo stesso don Barban che va rivolto un sincero ringraziamento”. E dal fondatore Fontana è passato a parlare della realtà del Giulliver “un esempio di applicazione della vera sussidiarietà”. Ha concluso il professor Claudio Bonvecchio (università dell’Insubria) che ha ricordato come “la comunità viva nel territorio, e il territorio trae dalla comunità un valore aggiunto”.

Convegno e servizi del centro Gulliver saranno proposti da un gazebo in piazza del Garibaldino a Varese, i due prossimi weekend, sabato e domenica.

26 maggio 2011
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