Milano

Sen incorona il Pirellone campione di sussidiarietà

L'economista Amartya Sen

“In Regione Lombardia la sussidiarietà è il metodo di governo adottato con grande chiarezza, e la sua applicazione nei vari campi va ben oltre il focus dell’Unione europea sul decentramento politico. A un osservatore esterno non possono sfuggire il ruolo estensivo e netto della sussidiarietà in Lombardia: qui essa non è vista come una priorità solo politica, come accade nell’Unione europea, ma come un tentativo di integrare economia, politica e questioni sociali incentrato sul primato delle iniziative e delle decisioni prese non al centro ma ai livelli della produzione e della fruizione sociale, che sono appunto decentralizzati e diffusi tra le persone, le
comunità e l’imprenditoria”. Con queste parole il Nobel per l’Economia Amartya Sen ha spiegato all’auditorium Gaber di
Palazzo Pirelli a Milano come in Lombardia lo sviluppo della società sia strettamente legato all’ampliamento delle libertà di
scelta degli individui. L’occasione è stata la lezione ai dirigenti del sistema regionale lombardo organizzata da Eupolis,
l’Istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione di Regione Lombardia che, nell’ambito del programma
di attività della Scuola superiore di alta amministrazione attiva dal 2000, ha invitato Sen, professore di Economia e
Filosofia presso la Harvard University.

Titolo della lectio magistralis di Sen ‘Capacità e capabilities: verso quale circolo virtuoso’: un tema, questo, che ha permesso di riflettere sul modello sussidiario di Regione Lombardia e su come la crescita di un territorio sia strettamente legata alla capacità di chi governa di scommettere sulla libertà e sulla responsabilità di ciascuno. “Se andiamo a fondo della natura delle vite umane, la libertà di gliere dà un grosso contributo al nostro benessere. Essere in grado di scegliere è un aspetto significativo dell’essere umana e ci differenzia dal mondo animale”. Su questo punto Sen è chiaro: “La libertà ci rende responsabili di quello che facciamo. La libertà di agire non è solamente qualcosa che merita di essere valorizzata, ma è anche qualcosa che conferisce un certo grado di responsabilità. La capacità di agire, sotto questo aspetto, conferisce degli obblighi”.

Il riferimento a quanto fatto dal Governo lombardo è diretto: “L’esperienza a cui noi ci ispiriamo – ha commentato Formigoni nel corso della conferenza stampa organizzata prima dell’incontro – è quella della sussidiarietà. La nostra forza è la forza delle nostre persone, delle nostre famiglie e dei nostri giovani. Come presidente di Regione Lombardia ho sempre cercato di dare una mano a queste energie presenti nella società, perché da queste energie nasce una crescita”. È un principio, quello della sussidiarietà, che -
come ha sottolineato Sen nel corso del suo intervento a Palazzo Pirelli – non solo è contenuto nel trattato di Maastricht del
1992, ma si ritrova anche negli scritti di Aristotele, nella dottrina sociale della Chiesa cattolica, nella Costituzione statunitense e, non ultimo, nell’editto dell’imperatore Ashoka e nel pensiero del filosofo indiano Kautilya. “L’idea della sussidiarietà – ha chiarito Sen – non è una nozione specificatamente europea. I principi basilari sono molto generali e trovano applicazione nella politica e nella cultura”.

La riflessione sul metodo della sussidiarietà è legata, per Sen, a quello della giustizia sociale e del suo riconoscimento. “La partecipazione al livello più decentrato è essenziale” dice il professore: “Questo lega l’idea della sussidiarietà a quello di democrazia e, in particolare, alla valutazione della democrazia. Per essere sicuri che la giustizia non è stata violata in una via chiaramente discernibile, occorre concentrarsi su ciò che le persone stanno ottenendo dai sistemi economici, politici e sociali. Data l’importanza dell’interesse umano, di cura e di iniziativa, questo richiede non solo la decentralizzazione al livello dell’organizzazione, ma anche la decentralizzazione al livello dell’azione, delle politiche e delle scelte”.

Le riflessioni di Sen convergono, pertanto, con il metodo di governo lombardo: “Per questa ragione – dice Formigoni – ho voluto che il Nobel venisse a tenere una lectio magistralis all’interno della Scuola superiore di alta amministrazione alla quale partecipano i  dirigenti di Regione Lombardia. Uno dei nostri punti di forza è la formazione continua che offriamo ai nostri dipendenti”. A conclusione dell’incontro a Palazzo Pirelli il presidente ha donato al Nobel una scultura che riproduce la Rosa camuna, assieme a un volume dedicato a Palazzo Lombardia.

23 maggio 2011
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