Varese

Schifani a Varese: prove tecniche per il post-Berlusconi

Il presidente Schifani all'Insubria

L’Università dell’Insubria, seconda tappa della visita del presidente del Senato Renato Schifani. Dopo l’incontro con i sindaci del Varesotto e il prefetto di Varese, la seconda carica dello Stato ha tenuto un  intervento all’Insubria, presente il rettore Renzo Dionigi, dal titolo ”I giovani e la Costituzione”. “Sono venuto a Varese perchè un territorio con una buona amministrazione e un tessuto imprenditoriale d’eccellenza”. Una visita breve, che però cade in un momento di clima surriscaldato a livello politico nazionale e locale. Ma proprio a gettare acqua sul fuoco e congelare un’endemica conflittualità puntava l’intervento tenuto davanti agli universitari dell’Insubria (peraltro non numerosi).

Così mentre sale la febbre in vista dei ballottaggi, il presidente Schifani, che oltre ad essere un’alta carica dello Stato, è anche un esponente di punta del Pdl, ha ribadito, sulla scorta dei messaggi del Capo dello Stato Napolitano, la necessità di tenere bassi i toni della lotta politica. Un modello lontano anni luce dagli attacchi e dallo scontro continui rilanciati ogni giorno dal premier. Per Schifani è indispensabile una “modernizzazione istituzionale dello Stato” ed occorre “introdurre quelle riforme che possano servire a meglio garantire il valore della dignità e i diritti fondamentali”.

Ma proprio sul fronte delle riforme, Schifani lancia un messaggio forte e chiaro. “La politica tutta, senza distinzione di schieramenti, ha il dovere di dialogare e di confrontarsi. Di fronte ad obiettivi così nobili ed essenziali per il bene del Paese, il processo di trasformazione richiede senso di responsabilità, abbandono di contrapposizioni sterili e fine a se stesse o peggio ancora di egoismi”. Continua il presidente del Senato: “Un tavolo comune introrno al quale la politica deve sedere, per confrontarsi, in un clima di reciproca collaborazione e di volontà di fare, con atteggiamento di ricerca costante di punti di convergenza. Lo scontro, quando sono sul tappeto questioni che interessano la stabilità, il benessere, il futuro degli italiani, non è mai l’arma vincente”.

23 maggio 2011
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