Varese

Il sindacato salva i bambini operai che fanno palloni

Piccoli operai in Pakistan

Non è sempre “casta”, il nostro sindacato. No, ci sono iniziative e azioni che lo portano lontano dalle poltrone, lo fanno volare alto, lo fanno ritornare ai valori originari di solidarietà e fraternità, quelli delle prime leghe, delle prime Camere del lavoro. Questa mattina la Cisl di Varese ha fatto il punto, al De Filippi, delle iniziative oltre confine. Nei Paesi più poveri. Tra le dittature più sanguinarie. Dove i diritti non si sa neppure cosa vogliano dire. Purtroppo c’era un pubblico molto di addetti ai lavori. Peccato.

Da tempo la Cisl varesina riserva grande attenzione al Pakistan. Lo scorso 1 maggio, Festa del lavoro, si sono presentati in pubblico i pakistani che riesiedono nella nostra provincia (sono 3500 nel Varesotto) e che hanno dato vita ad un’associazione. Ma questa mattina un pakistano di 35 anni, Pasha Naeen, ha raccontato di un progetto portato avanti dalla Cisl di Varese in collaborazione con l’Iscos della Lombardia (ong della Cisl). “Fino a pochi mesi fa – avverte Sergio Moia, della segreteria della Cisl di Varese – i pakistani erano una comunità di invisibili. Ora è una delle comuinità più visibili”.

Il progetto che riguarda il Pakistan, è in realtà localizzato nel Punjab, una delle province più industrializzate del Pakistan. Il luogo in cui ha preso vita questo progetto è Sialkot, una citta fortemente industrializzata. La sua economia è dominata dalle produzioni nel settore degli strumenti chirurgici, ma qui si fabvbricano anche i palloni da calcio che spesso arrivano sui nostri campi. Produzioni redditizie che impiegano donne e bambini, con paghe da fame e orari da prima Rivoluzione industriale in Inghilterra.

Racconta Pasha: “Qui è sorta una casa famiglia che ospita e accudisce 40 ragazzi. Un progetto nato nel 2002, che viene seguito dalla Cisl di Varese in collaborazione con l’Iscos lombardo. In pratica è una scuola professionale che punta a dare formazione nel campo dell’informatica e della moda. Un’opportunità che diamo ai ragazzi per uscire dal circolo vizioso dello sfruttamento”. Un impegno importante, perchè sono proprio donne e minori coloro che soffrono maggiormente di discriminazione, sfruttamento e molestie anche sui posti di lavoro. A ciò si aggiungono una diffusa mancanza degli adempimenti della legge e la negazione dei diritti sindacali.

Non solo. La Cisl di Varese ha ricordato anche di avere “adottato” un sindacalista che opera in Birmania, un Paese che è sottoposto ad una violenta dittatura militare, che ha fatto più di 2000 prigionieri politici e sindacali. La Cisl di Varese sostiene e segue un dirigente sindacali di questo Paese, garantendo le risorse per la sua vita e il suo impegno. Un modo per cooperare con paesi lontani, e sostenere i diritti dei lavoratori che diritti non hanno.

23 maggio 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi