Varese

Anche Luisa Oprandi ricorda il giudice Falcone

Il giudice Giovanni Falcone

Dopo Fontana, anche il candidato sindaco del centro sinistra a Varese, Luisa Oprandi, ricorda il sacrificio dei Falcone e della loro scorta: «un avvenimento tragico che ho vissuto da vicino – racconta – perché poche settimane dopo l’attentato sono arrivata in Sicilia, a Favara, per far parte della commissione degli esami di maturità in una scuola superiore locale. Ed ero ancora lì quando il 19 luglio venne ucciso Paolo Borsellino con la sua scorta».

A un mese dall’attentato a Falcone, a Palermo ci fu una grande manifestazione contro la mafia. Anche Luisa Oprandi partecipò: «ero l’unica non siciliana della commissione d’esame. Per non interrompere la correzione degli scritti, decidemmo  di correggerli al ritorno da Palermo a Favara. Ma sentivamo tutti la necessità di prendere parte alla manifestazione: la Sicilia della società civile, dei cittadini onesti, si era svegliata e fece sentire forte la propria voce».

Oggi, dopo quasi vent’anni, la “lezione” del giudice siciliano, profeta e martire della lotta alla nuova mafia degli affari, è quanto mai attuale. «Le sue intuizioni rimaste per troppo tempo lettera morta, come la necessità di contrastare la criminalità mafiosa

ramificata ben al di fuori dei suoi confini “naturali”, Sicilia e Nordamerica, con organismi investigativi e repressivi centralizzati (la Procura e la Direzione nazionale antimafia) e soprattutto l’importanza data alle indagini sui patrimoni e sugli “investimenti” di Cosa Nostra, sono all’origine dei successi conseguiti negli ultimi anni nella lotta a una criminalità organizzata, mafia siciliana e ‘ndrangheta calabrese, che da tempo ha spostato i suoi interessi anche nella provincia di Varese. – dice la Oprandi, riferendosi anche alla grande operazione conclusa anche nella nostra provincia pochi giorni fa – Per noi varesini e lombardi, il miglior modo di onorare la memoria di Falcone, Borsellino e degli altri servitori dello Stato caduti nella guerra contro la Piovra è dunque l’impegno costante di tutti, e in primo luogo delle istituzioni, nella lotta alle infiltrazioni mafiose nella nostra società».

23 maggio 2011
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