Varese

Varesini si diventa. Una guida spiega come si fa

La presentazione del volume alla Libreria del Corso. Da sinistra, Macchione, l'autrice, due Bosini, Marco Croci

Varesini (o varesotti) si nasce? Certo, accade. Ma accade anche che varesini (o varesotti) si può diventare col tempo. E’ ciò che spiega una giovane e simpatica signora olandese, Liesbeth Paardekooper, che da qualche anno vive tra noi, e che si è innamorata dei paesaggi,  delle tradizioni, dei cibi e della cultura di casa nostra. Un grande affetto espresso in un volume, riccamente illustrato dagli “scatti” a colori realizzati dalla stessa Liesbeth, e pubblicato da Pietro Macchione Editore, che ha come titolo “52 Itinerari per diventare  varesino-varesotto doc”. Un baedeker dai toni leggeri e ricco di proposte che propone, nell’arco dell’anno, un itinerario alla settimana, tenendo presente la stagione e dunque ciò che più la rispecchia. Una bella presentazione, con una tavola imbandita con prodotti locali, dolci e salati, che si è svolta questa mattina alla Libreria del Corso di Varese.

“Avevo già scritto una guida con itinerari per la domenica, tutte mete raggiungibili in un’ora da Varese – racconta l’autrice -, ma avevo voglia di approfondire cosa ci fosse di bello in questo territorio. Anche perchè mi sono accorta che gli stessi varesini spesso non conoscono bene il loro territorio”. A questo punto Liesbeth cita lo psicologo Steiner: “Lui sosteneva che da bambini, fino a 5 anni, i sensi sono aperti, apprendono con grande facilità. Credo che questo sia l’atteggiamento giusto: fare cose, conoscere paesaggi e opere d’arte, assaggiare cibi. Così si diventa varesini e varesotti”:

Tanti itinerari per imparare ad essere figli di questa terra. Un esperimento molto democratico che chiunque può fare, a prescindere da razza, età e condizione sociale. Così, in estate si può gustare il miele di acacia, frequentare i laghi varesini, ammirare le ceramiche, assaggiare le pesche di Monate, fare una passeggiata alla Linea Cadorna. Ad autunno poi arrivano le castagne, i funghi, i sentieri dei Celti, i vini varesini, il Sacro Monte e Santa Caterina del Sasso, il pesce sul lago. E così via. Ma va sottolineato come, per ogni itinerario, è possibile avere indicazioni per pernottare, mangiare in un biuon ristorante, conoscere una gustosa ricetta, assistere a qualche evento culturale.

Il tutto corredato di belle immagini, realizzate dalla stessa Paardekooper, che il volume lo ha scritto in giapponese, poi tradotto in inglese e, infine, tradotto nella nostra lingua. Un impegno lungo, quello di mettere insieme tante notizie e tante immagini. Queste ultime, ci rivela l’autrice, sono state fatte con le indicazioni e i suggerimenti di un noto fotografo varesino, Alberto Bortoluzzi. Certamente ottimi suggerimenti per “un’allieva davvero in gamba”, come dice Bortoluzzi.

22 maggio 2011
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Un commento a “Varesini si diventa. Una guida spiega come si fa

  1. anna mancon il 18 agosto 2011, ore 23:21

    vorrei sapere per favore la località dove si trova lo spuntone di roccia in copertina del libro : 52 itinerari per diventare varesini varesotti,
    Grazie 1000

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