Varese

Dopo “Bella Ciao”, Vendola conquista la piazza

Il comizio di Nichi Vendola a Varese

Un lungo giro in centro, camminando accanto al candidato sindaco del centrosinistra Luisa Oprandi. Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, è giunto nel pomeriggio a Varese per sostenere la Oprandi nel vicino ball0ttaggio contro il sindaco Attilio Fontana, candidato del centrodestra. Una camminata che ha portato Vendola, attorno alle cinque, in piazza Repubblica, dove un migliaio di persone ha seguito l’intervento del leader di Sinistra Ecologia Libertà.

Una campagna fatta di insulti, quella del centrodestra, tutta per dimenticare le conseguenze dell’operato del governo. E’ un affondo forte, quello di Vendola, che da un fazzoletto erboso di piazza Repubblica, propone una fotografia dell’Italia in declino, dopo che tutta la piazza ha cantato “Bella Ciao”. “Giovani condannati all’ergastolo della precarietà”, un governo che al Paese ha inferto “delitti sociali e culturali”, una classe dirigente “di maschi un po’ stagionatri, con l’ideologia del celodurismo e la donna considerata docile preda”. Un Paese che attende una svolta, che vuole “uscire dallo spot del berlusconismo”, da un “continuo cabaret stile Bagaglino”, e tornare a guardare alla realtà. Sorride Vendola: “Quando sarò davanti al Padreterno, avrò una sola domanda da fargli: la Gelmini come è potuta diventare ministro dell’Istruzione?”. L’unico che Vendola salva è il presidente Napolitano, considerato “un importante margine all’immoralismo e all’illegalismo della classe dirigente”.

La gente continua ad aumentare nella piazza, si aprono anche diverse finestre nei palazzi attorno alla piazza. E Vendola si rivolge al candidato sindaco Luisa Oprandi. E le dice che leio dovrà essere il “sindaco dei bambini”, ma anche “sindaco dei vecchi”. “Senza i vecchi sulle nostre spalle – dice Vendola – non valiamo nulla”. Ma dovrà mettere a valore anche ”la diversa abilità”, consentendo ai diversamente abili di “abitare una città senza barriere architettoniche”.

Conclusione dell’intervento di Vendola riservato al centrodestra di Varese. Il presidente nazionale di Sel rivolge un messaggio conclusivo ai “padri padroni di Varese, i leghisti di palazzo, che ora si sono accorti di non avere frequentato da anni la gente e i quartieri”. Per Vendola “leghismo e berlusconismo sono una malattia culturale del Paese, non li sopportiamo più!”. Come vincere questa “malattia”? “Riconnettendo la politica alla vita, con la forza della cultura, l’eleganza della passione, il recupero della bellezza della comunità”.

Un progetto ambizioso, che può partire da Milano, Gallarate, Varese. “Auguri Varese, puoi liberarti – conclude Vendola tra gli applausi -, puoi liberarti, puoi risorgere”. Un invito urlato forte e poi un forte abbraccio a Luisa Oprandi, mentre la piazza applaude con forza.

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22 maggio 2011
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