Varese

Festa Polizia, per il Siulp “c’è poco da festeggiare”

La Festa della polizia a Varese

Paolo Macchi, segretario del Siulp, il primo sindacato della Polizia di Stato che da solo rappresenta la stragrande maggioranza dei poliziotti operanti nella città e nella provincia di Varese, coglie l’occasione della Festa del Corpo per sottolineare che nonostante il gradevole effetto scenico di questa costosa parata che è giunta al suo 159° anniversario sarebbe il caso di iniziare a festeggiare ogni giorno il lavoro instancabile di questi uomini e donne.

“Nonostante in numerose province il Siulp ha comprensibilmente disertato questo appuntamento, noi non ce la siamo sentita di non partecipare al festeggiamento del nostro lavoro, dei nostri risultati ed agli operatori che oggi hanno ricevuto sul palco i meritati riconoscimenti non può che aggiungersi il nostro plauso ed un grazie sentito per quello che riescono a portare a segno nonostante le esigue risorse” ma, aggiunge Macchi, “vorremmo che il Ministro possa consegnare nelle mani dei servitori dello stato un
concreto impegno a risolvere i mille dubbi e le mille incertezze che si prospettano da tempo, ad evitare lo scellerato blocco stipendiale sino al 2013, il mancato riconoscimento economico previsto dagli avanzamenti di grado in carriera”.
“Vorremmo essere considerati una risorsa – continua Macchi -, proprio quella risorsa che permette investimenti e sviluppo del paese, e non come un costo da tagliare! Solo allora sentiremo nostra questa Festa, solo allora diremo a tutti oggi è la nostra festa!”.
I risultati operativi che vengono ogni anno snocciolati nei comizi politici, dice il Silup di Varese, “non sono altro che frutto  dell’impegno di ogni poliziotto che, nonostante le tante incertezze, seguita ad amare questo stupendo lavoro, anticipando spesso le spese di tasca propria e strappando notti alle proprie famiglie, già perchè a Varese la situazione è esattamente come nel resto del paese e le nostre difficoltà sono le medesime che vivono i colleghi di Enna e di Nuoro… Come già anticipato più volte torno a ripetere che se la politica avesse la volontà di analizzare gli sprechi del sistema sicurezza, quelli che toccano la realtà della Polizia e delle altre forze dell’ordine, allora qualcuno potrebbe alzare il telefono e chiamare uno di noi e ne avremmo tante da raccontare… probabilmente aiutando a recuperare ancora più soldi di quelli che si sta programmando di togliere dalle nostre tasche, e facendolo senza intaccare l’operatività e il portafoglio di chi fatica ad arrivare a fine mese… invece seguitiamo ad essere il paese delle auto blu, delle duplicazioni di ogni settore, delle immense e costose parate militari!”.
Conclude Macchi: “Invece dobbiamo assistere increduli ad investimenti criticabili in alcuni settori delle polizie locali e ad iniziative sperimentali quali il 112 (numero unico di emergenza) in merito al quale esprimiamo grandi perplessità”.

21 maggio 2011
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