Varese

Alla Veratti Montanari, il più amato dai varesini

L'inaugurazione della mostra alla Sala Veratti

A 35 anni dalla sua morte, Varese ricorda un suo artista, Giuseppe Montanari. Un appuntamento realizzato alla Sala Veratti, su impulso dei figli del pittore, Marisa e Giancarlo, per ricordare un grande artista che, nativo di Osimo, visse a Varese dal 1919 fino alla sua morte, avvenuta nel 1976. La mostra è stata inaugurata oggi e sarà visitabile fino al 18 settembre.

Evento promosso da Varesevive e curata da Silvano Colombo, la mostra presenta opere e documenti relativi all’artista, che a Varese è noto soprattutto per l’affresco di grandi dimensioni che raffigura la vita di trincea e si trova nell’auditorium dell’ex Rivoli, che non a caso è stato recentemente intitolato a Montanari, segno di  un’attenzione che la città continua a mostrare nei confronti dell’artista vissuto a lungo nel capoluogo. Questa volta è possibile ammirare alcune tele, ma anche opere apparentemente più umili, come un grazioso presepe e alcune ceramiche dai colori sgargianti. Così come le bellissime cartoline che raffigurano momenti di vita militare. Certamente una testimonianza dell’estrema versatilità dell’artista, che si misurò con materiali e generi artistici diversi.

Ad inaugurare la mostra, in un momento della impegnativa campagna elettorale che lo vede presente in numerose manifestazioni e in diversi incontri nei rioni di Varese, il sindaco Attilio Fontana, che ha ricordato come la Sala Veratti stia conoscendo una serie di eventi artistici di qualità, grazie al contributo dell’associazione Varesevive. Fontana ha rimarcato le radici di Montanari, che nel nostro territorio ha percorso un lungo itinerario artistico di grande interesse. E’ poi intervenuto Giuseppe Redaelli, presidente dell’associazione Varesevive, il quale ha ripercorso il reciproco avvicinamento tra l’associazione e la famiglia Montanari. Un avvicinamento partito da un disegno che è stato donato dai figli e che è proseguito fino alla realizzazione della mostra.

Sono poi intervenuti il curatore Silvano Colombo e il conservatore del Castello di Masnago, Daniele Cassinelli. Particolarmente originale il catalogo-mignon, un opuscoletto che presenta le opere esposte, con un interessante apparato di note e ricche indicazioni biografiche.

21 maggio 2011
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