Politica

Ballottaggi, i dilemmi della Lega e le geometrie viariabili

Nel risiko della nostra provincia le sfide elettorali principali, Gallarate e Varese, propongono diversi punti interrogativi. Esemplaere il caso di Gallarate, dove il centrodestra ha corso diviso. Risultato: tagliata fuori la Lega, rappresentata dal volto moderato e apprezzabile di Giovanna Bianchi (che ha ottenuto il 31,43%), mentre la sfida finale, tra 15 giorni, sarà tra Massimo Bossi, candidato Pdl con il 33,23%, e Edoardo Guenzani, il candidato di centrosinistra che è stato capace di raggiungere il 31,68%. A Gallarate il centrodestra si presentava con la Lega in corsa solitaria e il Pdl con l’Udc. Cosa accadrà ora? Dove finiranno gli oltre 4000 voti leghisti in  libera uscita? Il Carroccio darà indicazione di voto per Pdl o Pd, oppure “liberi tutti”? Un bel punto interrogativo. Anche in questo caso, è evidente che la scelta della Lega di spaccare l’alleanza ha portato il centrosinistra al ballottaggio.

Senza problemi, invece, il cado di Busto Arsizio, con Gianluigi Farioli che è stato riconfermato al primo turno, forte del suo quasi 53%, e con l’alleanza di centrodestra integra ad appoggiarlo.

Il caso di Varese è il più difficile. Qui il sindaco Fontana, sostenuto da Lega e Pdl, ma con il Terzo Polo fuori, è stato costretto al ballottaggio per un pugno di voti. La spiegazione che Fontana dà per il non essere passato al primo turno è la presenza di liste minori nel centrodestra. Ma certamente il non avere coinvolto nell’alleanza l’Udc (il Terzo Polo ha mostrato di essere un fantasma) è stato un errore politico che Fontana ha pagato pesantemente. C’è anche da dire che la Lega Nord è stata ben poco attiva nella campagna elettorale in appoggio a Fontana, e lo stesso Pdl, con il suo calo, non ha aiutato il candidato sindaco. Pare che il centrodestra voglia correre senza apparentamenti nel secondo turno. Considerata la forbice tra Fontana e la Oprandi, la riconferma dovrebbe essere scontata. Ma nei ballottaggi, mai dire mai.

All’origine dei casi di Gallarate e Varese c’è la Lega e la sua identità. Il Carroccio mantiene in sè le due anime, quella di lotta e di governo. Quando esce la Lega della corsa solitaria, la Lega dell’identità territoriale forte, la Lega di lotta, si riscalda il cuore dell’identità e si perdono le elezioni. E’ stato il caso di Gallarate, senza Pdl, è stato il caso di Varese, senza l’Udc. Dato che la Lega non può appoggiare la sinistra per ragioni di quadro nazionale,  e non è in grado, da sola, di governare, resta il bivio tra la testimonianza e la deriva berlusconiana.

17 maggio 2011
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