Varese

Teatro di Varese, il Comune ha cambiato idea

Il Teatro Apollonio a Varese

Si conferma una realtà consistente e duratura, il Teatro Apollonio di Varese, alla vigilia del suo decimo anno di storia. Almeno altri due gestioni prima di quella presente, uno “zoccolo duro” di spettatori di tutto rispetto (più di 35 mila che arrivano a 50 mila con i concerti, ma è come mettere insieme le mele con le pere), un cartellone con spettacoli perloppiù commerciali, ma non dimenticando la prosa, alla quale è dedicata una stagione nella stagione. Ma ci torniamo. Diciamo subito, però, che il teatro di piazza Repubblica continua a restare un po’ sul margine, senza mai essere davvero incluso nella mappa della cultura e dei suoi protagonisti a Varese.

Soddisfazione per i risultati della stagione che si è chiusa, la esprime il direttore del teatro, Filippo De Sanctis. ”Siamo soddisfatti  per i risultati ottenuti, e appare necessaria e opportuna la scelta di dotare la nostra città di un teatro”. L’attenzione si rivolge immediatamente al nuovo teatro, che, a quanto dice il sindaco Fontana, “ha già fatto alcuni passi fondamentali”. E cioè, continmua il primo cittadino, “lo strumento scelto è quello del project financing, e almeno un imprenditore disponibile c’è”.  Ma forse è meglio concentrarci su ciò che già esiste, piuttosto che su un progetto ancora fumoso come il nuovo teatro.

E per quanto riguarda il presente, il cartellone di Prosa resta, come rimarca De Sanctis, quello che conta più pubblico (oltre settemila spettatori). E quest’anno uno dei momenti clou del cartellone potrebbe essere L’Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni, nella messa in scena firmata da Strehler e poi ripresa da Carlo Battistoni, con la partecipazione di Ferruccio Soleri. Eppure, nonostante le notizie positive e incoraggianti, la Prosa resta un elemento di forte incertezza. A partire dall’atteggiamento del Comune, che quest’anno ha cambiato ancora idea e dichiara di essere intenzionato a fare su di esso ”un maggior investimento”, così dice il dirigente Campane, ma non sempre è andata così. Non solo: il teatro ribadisce le tre repliche per ogni spettacolo (si è ancora incerti sul numero di spettacoli di prosa in cartellone), nonostante le presenze in sala, dopo la prima, siano spesso in forte calo. E ancora: De Sanctis parla di compagnie locali da inserire in cartellone, ma forse non è la formula migliore per attirare pubblico. La Prosa, insomma, resta l’elemento problematico del cartellone del teatro.

Al contario, grande successo dei concerti e degli spettacoli, la parte più commerciale del programma, organizzata dall’impresario Miguel Dell’Acqua. Che preannuncia, per quest’anno, Paolo Conte, Raphael Gualazzi e il mitico Vinicio Campossela.

15 maggio 2011
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