Varese

Luisa Oprandi (centrosinistra): ho fatto gioco di squadra

Il candidato sindaco Luisa Oprandi

Il candidato sindaco Luisa Oprandi ha percorso questa lunga campagna elettorale con il sostegno di diverse liste, il Pd, Sel, l’Italia dei Valori e la sua lista civica Varese&Luisa. Una campagna elettorale che ha visto il candidato sindaco del centrosinistra girare molto, incontrare elettori e simpatizzanti, partecipare a dibattiti nei rioni. Insegnante, la Oprandi ha dedicato molta attenzione anche al mondo della scuola.

Come valuta, ora che si sta concludendo, questa lunga campagna elettorale?

La mia è una valutazione positiva. Ho verificato una grande disponibilità della gente a partecipare, a confrontarsi. Ho in mente i tanti appuntamenti nei rioni, ho girato nelle case, tanti mi hanno contattato direttamente. Ma ci tengo a sottolineare che la nostra è stata una campagna sobria, rispettosa delle tante difficoltà che vivono le famiglie normali.

Come si spiega la corsa di ben dieci candidati in queste elezioni comunali?

Penso che all’origine ci sia una valorizzazione dell’individuo e del “fai da te”. Si tende spesso ad unificare idee e progetti attorno a singole personalità, alle quali si riconosce un valore carismatico. Un esempio è il caso di Renzi a Firenze. Non è però il mio caso. Ho sempre avuto dietro di me una squadra, io stessa faccio parte di una squadra. Una squadra molto ampia ed aperta. Non ho fatto la mia campagna elettorale correndo da sola.

Due punti che lei ha spesso criticato rispetto alla maggioranza è la mancanza di un Pgt e la scarsa attenzione del centrodestra alle periferie. E’ così?

Sì, sono stati due punti di riferimento della campagna elettorale. Ma la nostra denuncia è andata ad investire, ad esempio, questa mattina, il fatto che nel rione di Varese dove passa il fiume Olona, dal 2009 si è ancora in attesa dei risarcimenti per i danni dell’alluvione. Voglio però ricordare che la valorizzazione del rione non è demagogica o populista. Varese è strutturata in rioni e dunque è un modo per parlare di temi vitali, come le scuole, il commercio di vicinato, la cultura.

Essere cattolica nella coalizione di centrosinistra è un valore aggiunto o un ostacolo?

Nessuno ha mai pensato che essere cattolici fosse un problema. Il Pd, in particolare, è un partito che si riconosce in valori come la solidarietà, l’attenzione agli ultimi. Per quanto riguarda il tema della famiglia, che è stato più volte sollevato, credo che prima sin debba valorizzare la persona e alle cose positive che si trovano in ogni essere umano.

Come prevede il risultato elettorale: favorevole al centrosinistra?

Ho visto in giro una grande voglia di cambiamento. E una grande voglia di farla finita con certi stereotipi leghisti. C’è stata una appropriazione della Lega di tanti temi che si identificano con Varese. Ad esempio il dialetto: anche io faccio teatro in dialetto, e non sono leghista. E poi, francamente, non si può passare dalla città giardino alla città del soggiorno fino alla città del dito medio alzato. Volgarità che non piacciono ai varesini. C’è scontento e malessere, ma è difficile prevedere dove e come si esprimeranno.

13 maggio 2011
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