Varese

Fontana (centrodestra): dopo il voto, subito la giunta

Attilio Fontana

Si ripresenta per la sua seconda legislatura, candidato di una coalizione che, però, questa volta, non comprende il partito di Casini. Attilio Fontana corre infatti come candidato primo cittadino per Lega e Pdl. Una campagna elettorale difficile anche per lui, che personalmente si è molto speso, come invece non è accaduto per il suo partito. Una condizione in cui, però, Fontana si è difeso bene, scegliendo di intervenire di persona a molti appuntamenti elettorali dei candidati leghisti e Pdl, oltre che a dibattiti e confronti con gli altri candidati.

Partiamo dalla definizione di Bossi: Fontana è un moderato, un sindaco fatto su misura per Varese. Cosa ne pensa?

Quando rivesto un ruolo, cerco di rispettare le caratteristiche di quel ruolo. Anche se questo mi può costare. E’ accaduto quando sono stato presidente del Consiglio regionale, quando mio compito era garantire i diritti di tutti. Da sindaco ho come obiettivo quello di difendere i miei cittadini, e se devo scontrarmi per questo mi scontro. E non dico per accalappiare voti, ma per avere la coscienza pulita. Quanto alla battuta di Bossi, la ritengo un grande complimento.

Quale è stata la cosa migliore del suo primo mandato, ciò di cui va personalmente più fiero?

Senza dubbio il fatto di avere mantenuto la mia autonomia decisionale, senza essere condizionato da nessuna forza esterna, dai partiti di maggioranza, dagli umori della gente, dalle contestazioni.

E la più grande criticità del suo primo mandato?

Per la scarsità di risorse e per i vincoli del patto di stabilità, non siamo riusciti a risolvere problemi che avrebbero dovuto esserlo. Ma molte soluzioni sono state impostate e, se sarò confermato sindaco, saranno portate a termine.

Come giudica la campagna elettorale appena conclusa?

Ho avvertito una ventata di nichilismo che ha voglia di distruggere tutto. Una mentalità diffusa, che ho vistio affiorare nelle aree politiche nuove. Nei confronti ai quali ho partecipato con gli altro candidati sindaco, ho verificato che c’è chi, come Carlo Scardeoni, ha una sua visione dello Stato e della società, che non condivido, ma che è molto chiara. Se certe nuove forze politiche dovessero riorganizzare lo Stato, non sarebbero in grado di farlo, perchè si limitano a slogan e a proclami.

E come si spiega la presenza di dieci candidati sindaco a Varese? Un segnale positivo o negativo?

Certa stampa ha eccessivamente aggredito la politica, che ha tante colpe, senza dubbio, ma non tutte le colpe. Credo che ci siano candidature nate come reazione per eliminare questa politica, con posizioni contrarie ai partiti politici. Una cosa che mi sconcerta e mi preoccupa: vedo che spesso non c’è alcuna volontà di approfondire i problemi, ma una corsa tra chi dice più slogan e picchia più forte. Sentimenti di distruzione fine a se stessi.

Cosa pensa dell’esclusione dell’Udc?

Francamente mi sono sempre trovato bene con loro e ho collaborato. E se l’Udc fosse stata in maggioranza, anche la campagna elettorale sarebbe stata più soft.

Se sarà rieletto sindaco del Comune di Varese, cosa farà da subito?

Non si deve assolutamente interrompere l’amministrazione. Se entro una settimana non ci sarà un accordo e non mi verranno proposti dai partiti i nomi con i quali formare la giunta, allora darò vita ad una mini-giunta con un paio di assessori. Questo perchè ci sono scadenze importanti e non si può perdere tempo. La variante per realizzare il nuovo teatro, ad esempio,  deve essere realizzata a tamburo battente.

13 maggio 2011
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