Varese

Gualtiero Marchesi a Villa Mylius con la sua fondazione

Da sinistra, Fontana, Dandolo, De Wolf e Marchesi

Varese ce l’ha fatta. Erano diversi mesi che proseguivano le trattative con la fondazione del più grande cuoco italiano, Gualtiero Marchesi, per collocare a Villa Mylius, proprietà del Comune, una delle sedi della prestigiosa istituzione culturale. Una trattativa portata avanti dal vicesindaco Giorgio De Wolf e dal vicepresidente di Marchesi, non ché suo famigliare, Enrico Dandolo, ma seguita sempre da vicino dal sindaco Fontana. Un’operazione super-segreta, che non aveva un esito positivo certo per Varese.

Questa mattina, l’annuncio: una sede della fondazione culturale creata dal più grande “cuoco-artista” andrà ad abitare a Villa Mylius, bellissima dimora settecentesca eretta dai nobili Torelli e donata a Palazzo dai fratelli Achille e Roberto Babini Cattaneo, con il vincolo che il Comune la utilizzasse per attività e iniziative culturali. Putroppo, però, la villa versa da anni in pessime condizioni. Muri scrostati, muffe, pavimenti mal ridotti. La villa – dichiara il sindaco Fontana  - verrà completamente ristrutturata e restituita agli antichi fasti”. Un intervento di grande respiro economicamente sostenuto dalla fondazione legata allo chef milanese. “Abbiamo scelto Varese invece che Milano – interviene Dandolo – perchè la sua amministrazione è stata disponibile e ci ha dato la massima garanzia di rapidità”. Sulla tempistica, a mettere in puntini sulle i,  interviene il segretario generale del Comune, Filippo Ciminelli: “I lavori di ristrutturazione potranno iniziare entro fine anno, e sarà realizzato, all’interno del parco, un parcheggio da ottanta posti”. E il vicesindaco De Wolf dichiara: “Un progetto chiuso in questo mandato grazie al lavoro congiunto e alle sinergie tra Comune e Fondazione Marchesi”.

Gualtiero Marchesi sostiene che il cuore di questa iniziativa è di natura educativa: insegnare ai più piccoli che la cucina è una cosa seria e che deve conciliarsi con il benessere. E questo, a sua volta, può tradursi in iniziative culturali, in manifestazioni che si riovolgono al grande pubblico. Nella Villa troveranno infatti posto la grande biblioteca dedicata alla cucina di proprietà dello chef, eventi di 2-3 giorni diretti al grande pubblico, una mostra permanente sui 60 anni di attività della fondazione, che era stata presentata al Castello Sforzesco di Milano e che ora sta andando in giro per il mondo. E poi corsi e concorsi di alta cucina. Una brutta notizia: non ci sarà un ristorante di Gualtiero Marchesi dentro la villa, ma solo un punto di ristoro.

Cucina e arte, cucina e cultura, nella villa sorgerà un grande cantiere, una “factory” in grado di realizzare eventi culturali ed artistici, con nomi come Alessandro Mendini e Manzoni . “La cucina è un’arte”, dice Marchesi. E la cultura e l’arte, la bellezza, stanno alla base di una buona cucina. Racconta lo chef che a Milano porta i collaboratori ai fornelli a visitare una mostra, perchè “è necessario crescere culturalmente, per dare il meglio di sè in cucina”. Per il sindaco Fontana è una tappa importante: “Aprire a Villa Mylius una realtà legata al grande Marchesi signifca rilanciare il ruolo internazionale di Varese, e aprire le porte ad un pubblico che conoscerà forse per la prima volta Varese”.

12 maggio 2011
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2 commenti a “Gualtiero Marchesi a Villa Mylius con la sua fondazione

  1. Valeria il 12 maggio 2011, ore 18:06

    Quale il coinvolgimento delle realtà locali? 35 anni sono tanti, dare per cosi tanto tempo l’escusiva di un luogo senza sapere di preciso come sarà coinvolta la città è un salto nel buio.

  2. martino pirone il 14 novembre 2013, ore 11:08

    Ho l’impressione che si tratti di una delle tante bufale che hanno caratterizzato Varese e la sua Amministrazione comunale negli ultimi venti anni. Notizie altalenanti che vanno e che vengono su progetti che sembravano pronti per partire e che non hanno mai preso il via: l’unificazione delle stazioni ferroviarie, la costruzione e dislocazione delle nuove carceri, la costruzione di un vero teatro, la destinazione vera e definitiva della Caserma Garibaldi, la sistemazione di Largo Flaiano con la copertura di un tratto ferroviario, la eliminazione delle brutture che da decenni si vedono entrando in Varese da più direzioni (incrocio di Via Gasparotto con Viale Borri, capannoni industriali verso Folla di Malnate, capannoni industriali verso Induno Olona ecc.). Oltretutto per la ristrutturazione di Villa Mylius non vi era stato lo stop, un anno fa, da parte della soprintendenza ? Misteri!!

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