Economia

Univa, la crisi perdura. Ma non è più nebbia fitta

Univa al giro di boa dell’assemblea generale, in programma lunedì 30 maggio, a Busto Arsizio, presso Malpensa Fiere. Un momento fondamentale, segnato anche dalla presenza del presidente Emma Marcegaglia. Al centro dell’appuntamento, come ogni anno, la situazione reale delle imprese, del tessuto economico provinciale, delle aspettative e delle prospettive dei Brambilla del Varesotto. Ma come arriva l’economia all’evento della Confindustria targata Varese?

Ce lo dice l’ultima congiunturale trimestrale dell’Unione. Prima il miglioramento che ha contraddistinto l’inizio del 2011. Poi il rallentamento nella seconda parte del primo trimestre, dovuto alle crisi internazionali e ai rincari sui mercati delle materie prime. È questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata sul sistema manifatturiero locale dall’Indagine congiunturale, relativa ai primi tre mesi dell’anno, dell’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Numeri che portano ad una conclusione: la ripresa non appare ancora sufficientemente stabile e solida per garantire una crescita continuativa e costante dei livelli economici.

Il recupero dell’economia mondiale è stato guidato dalle buone performance dei paesi in via di sviluppo, soprattutto di Cina ed India, e dai segnali di miglioramento provenienti da alcune economie avanzate. Tuttavia, alcuni eventi emersi nel primo trimestre dell’anno hanno messo in luce la debolezza che ancora caratterizza il recupero economico. Tra questi, hanno avuto un certo impatto sull’economia mondiale il terremoto che ha sconvolto il Giappone e le rivolte scoppiate nei paesi nord-africani che hanno portato ad una destabilizzazione dei mercati internazionali ed ad un rallentamento del recupero economico. In particolare, la guerra in Libia sta avendo pesanti ripercussioni sul costo del petrolio e dei prodotti energetici a livello mondiale.

Questi rincari, a loro volta, stanno generando un’impennata nella crescita dei prezzi e dell’inflazione. In Italia l’inflazione è tornata a crescere segnando nel mese di marzo un +2,8% (in base all’indice armonizzato), spinta soprattutto dalle dinamiche al rialzo dei prezzi di petrolio e alimentari.

Nella provincia di Varese i segnali di recupero stanno continuando ad arrivare ormai da alcuni mesi, sebbene anche a livello locale la ripresa stia seguendo una traiettoria non lineare e risulti differenziata non solo tra settori e comparti, ma anche in base ai mercati di sbocco ed approvvigionamento.  Per quanto riguarda i mercati di sbocco i primi segnali di recupero, infatti, sono arrivati dall’estero. Sicuramente la tenuta dei mercati internazionali e la capacità delle imprese varesine di essere presenti e competitive oltre confine  influenzeranno il recupero economico anche nei prossimi mesi.

Per quanto riguarda i mercati di approvvigionamento si evidenziano, invece, rischi legati al rialzo dei prezzi di materie prime e petrolio che potrebbero rallentare la ripresa. Molte imprese, infatti, si trovano a dover fronteggiare mercati di approvvigionamento in forte crescita, con un evidente impatto sui prezzi alla produzione difficile da trasferire a valle, in un momento come questo in cui i mercati di sbocco sono ancora in moderata ed incerta ripresa. L’effetto è una riduzione dei margini di redditività per le aziende difficilmente gestibile nel medio-lungo periodo.
Sotto il profilo produttivo il 2011 si è aperto all’insegna di un recupero, anche se gli avvenimenti accaduti nel corso del primo trimestre dell’anno hanno portato, anche a livello locale, ad un rallentamento sul finire del trimestre. I risultati dell’indagine congiunturale riflettono queste dinamiche e la frammentazione che ancora caratterizza la congiuntura: il 34% delle imprese intervistate ha dichiarato un incremento nella produzione rispetto alla rilevazione precedente, il 31% una stabilizzazione e il 35% un peggioramento. A livello settoriale, rispetto al trimestre precedente si evidenzia una crescita nei livelli produttivi nel settore metalmeccanico, che aveva già dimostrato un certo dinamismo nella parte medio-alta delle filiere a fine 2010; è, invece, in rallentamento il settore tessile-abbigliamento, mentre si mantengono improntati alla stabilità i settori chimico e farmaceutico e gomma e materie plastiche.

Le previsioni per i prossimi mesi sono prudenti ed orientate ad una continuità dello scenario attuale: il 78% delle imprese intervistate attende un mantenimento dei livelli produttivi, il 18% una loro crescita e solo il 4% prevede un peggioramento. Tuttavia, va rilevato che lo scenario futuro appare ancora incerto e soggetto ad una certa variabilità.

La dinamica del portafoglio ordini continua ad essere trainata dagli ordinativi esteri che fanno segnare un risultato migliore rispetto a quelli interni: il 50% delle imprese intervistate ha, infatti, dichiarato ancora una crescita  degli ordini provenienti dai mercati esteri. Gli ordinativi totali, esito delle diverse dinamiche degli ordini interni ed esteri, nei primi tre mesi del 2011 si sono mantenuti invece stabili rispetto al trimestre precedente per la maggior parte delle imprese intervistate (71%).

Il mercato del lavoro riflette gli andamenti dell’economia. Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, infatti, si era ridotto nei primi due mesi dell’anno, ma è tornato a crescere a marzo, probabilmente a causa del rallentamento nella ripresa e delle incertezze crescenti sulle prospettive economiche. Guardando all’intero primo trimestre 2011 sono state autorizzate in provincia di Varese 3.474 mila ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo), in riduzione del 51,5% rispetto allo stesso periodo del 2010 e del 12,8% rispetto al trimestre precedente. Rispetto a gennaio-marzo 2010 la contrazione è generalizzata in tutti i settori, mentre alcuni comparti hanno, invece, segnato una crescita rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno (chimico e farmaceutico e tessile-abbigliamento). Analizzando l’andamento anche degli altri ammortizzatori sociali, si evidenzia nel primo trimestre del 2011 un calo anche delle ore autorizzate di Cassa Integrazione Straordinaria (-59,2% rispetto allo stesso periodo del 2010), mentre sono rimaste stabili le ore di cassa in deroga. Complessivamente (considerando Cigo, Cigs, deroga) sono state autorizzate 7.909 mila ore, in riduzione del 49,8% rispetto al primo trimestre del 2010.

Gli ultimi dati disponibili sul commercio estero varesino, relativi all’intero anno 2010, confermano una ripresa e una dinamicità dei flussi commerciali.  Il 2010 si è schiuso con le esportazioni varesine che hanno raggiunto il valore di 8.766 milioni di euro, in aumento del 13,5% rispetto al 2009. In crescita anche l’import (+15,5%), che ha raggiunto quota 5.491 milioni di euro. Queste dinamiche nei flussi commerciali hanno fatto sì che il saldo commerciale varesino continui a mantenersi positivo (3.275 milioni di euro) ed in crescita rispetto al 2009 (+10,2%).
Nella prima parte del 2010 la crescita delle esportazioni era trainata dalla ripresa dei consumi nei paesi in via di sviluppo. Con il progressivo consolidamento della situazione economica anche in alcuni paesi sviluppati si è poi registrato un miglioramento nei flussi commerciali in uscita verso queste aree. Guardando ai dati consuntivi del 2010, tra le aree emergenti si segnalano risultati positivi in termini di export verso il Medio Oriente (in crescita del 29% rispetto al 2009), l’America Centromeridionale (+19%) e l’Africa  (+ 14%). Tuttavia, per le esportazioni verso quest’ultima area geografica si rileva che questi dati si riferiscono al periodo antecedente alle rivolte scoppiate nei diversi paesi nord-africani; i rapporti attuali e futuri con l’Africa settentrionale saranno probabilmente influenzati da queste rivolte e dai loro esiti più o meno rapidi. In crescita anche le esportazioni verso l’Unione Europea (+18%, grazie alle buone performance fatte registrare verso Germania, Francia e Paesi Bassi) e l’America Settentrionale (+14%).

Sotto l’aspetto della dinamica, tutti i principali settori del tessuto imprenditoriale varesino hanno registrato una crescita delle flussi commerciali sia in entrata che in uscita, anche se con diversi livelli di intensità. Nel metalmeccanico le esportazioni hanno registrato una crescita dell’11,6%, a fronte di un ripresa più moderata delle importazioni (+3,5%). In crescita anche le esportazioni (+14,8%) e le importazioni (+27,9%) del settore tessile-abbigliamento, imputabile soprattutto ad una ripresa dei flussi commerciali dei prodotti tessili (le esportazioni dei prodotti di abbigliamento sono invece rimaste stabili).

Nel settore gomma e materie plastiche si è registrata una crescita delle esportazioni  del 17,2% e delle importazioni del 20,8%. Il settore chimico e farmaceutico ha registrato variazioni marcate dei livelli di export (+21,6%) e di import (+22%).

10 maggio 2011
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