Varese

La Craxi da Vuolo (Pdl): contro la “coalizione Arlecchino”

Giuseppe Vuolo e Stefania Craxi in Corso a Varese

Arriva in piazza Monte Grappa, Stefania Craxi, Sottosegretario agli Esteri e deputata Pdl. Ad attenderla Giuseppe Vuolo, candidato al Consiglio comunale di Varese nella lista del Pdl, accompagnato da Ennio Di Bacco, presidente del Club della Libertà “Prealpi Varesine”. Una presenza, quella della Craxi, che intende dare respiro ad una campagna elettorale che è entrata nella settimana finale, quella tradizionalmente più “calda”. La Craxi scambia qualche battuta con i giornalisti. E inveitabile domandarle cosa pensa, lei convintamente “risorgimentale”, della Lega Nord, alleata della coalizione. “Siamo stati alleati per tanti anni con i democristiani, e non era scritto da nessuna parte. Quindi neppure la Lega è un problema”. Conferma interesse e passione per la storia garibaldina (“ho chiamato mia figlia Anita”) e rivendica un grande lavoro per la Fondazione Craxi, di cui lei è presidente onorario. “E’ la cosa di cui vado più fiera, un’istituzione scientifica con ruconoscimenti a livello internazionale”.

Al Caffè Zamberletti, il candidato Pdl Giuseppe Vuolo entra subito nel vivo: questa “è una campagna elettorale faticosa, esaltante, che ci vede andare quartiere per quartiere per garantire al Pdl la supremazia”. Perchè l’invito alla Craxi? “Tante le ragioni – dice Vuolo -. Perchè come dice lo slogan che ho scelto, anche lei fa politica con la testa e con il cuore. E’ una donna di passione politica, che le viene dalla famiglia. E poi, gli ideali riformisti della Craxi sono anche i miei ideali”.   

Stefania Craxi promuove a pieni voti il sindaco Fontana (“è stato un bravo sindaco”) e l’azione della maggioranza uscente (“Varese è una città ordinata, pulita, sicura”). Al contrario, quella di centrosinistra è chiamata dalla Craxi una “coalizione Arlecchino, un fronte del No che è quanto di più lontano possa esserci dalla modernità”. Quanto al terzo polo, l’Udc è ondivaga, in alcune città si allea con un cartello che da Di Pietro arriva a Rifondazione Comunista e in altre con il Fli.

Per la Craxi, “Varese deve essere lasciata nelle mani di chi lavora”. Un’alleanza, il centrodestra, dove non trovano spazio i “socialisti della sottomissione”, mentre sono protagonisti “i figli di uomini liberi, che seguono la lezione di Craxi”. Un’alleanza che vuole costruire “l’Italia che vogliamo”, continua l’esponente Pdl, quella legata alla professionalità e al merito, che guarda all’Europa, in cui “la giustizia non può essere confusa con la totale irresponsabilità dei giudici”.

Interviene anche Attilio Fontana, il candidato sindaco del centrodestra, che ricorda “la coesione e unicità di intenti degli alleati, un fatto di buon auspicio”. Comunque, la forza sta in “tutto ciò che si è fatto in questi anni”. Da Rolando Lepori, sindacalista ticinese Unia, un riferimento ai lavoratori frontalieri, “una categoria che vive mote difficoltà: in Svizzera considerati gente che ruba il posto di lavoro e in Italia dei lavoratori privilegiati”.

10 maggio 2011
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