Varese

Di Pietro (Idv): Berlusconi è alla fine. Mandiamolo a casa

Da sinistra, Oprandi, Milani e Di Pietro. Momento di dialogo con un cittadino

Punta all’area del non voto, ai “delusi”, l’onorevole Antonio Di Pietro, che nel pomeriggio, in piazza del Podestà, raggiunge il capolista Idv di Varese, Alessandro Milani. “Il partito di maggioranza relativa non va più a votare, stanco e deluso della politica”, esordisce Di Pietro. Secondo l’ex magistrato di Mani Pulite, la fiducia di questa area di non-voto va recuperata. “Ma sono voti che dobbiamo meritarci”, ammette Di Pietro.

Ma ci sono anche il voto di protesta e i movimenti anti-sistema, continua Di Pietro riferendosi ai grillini: “Io non li disprezzo, non li condanno, ma so bene che, della delicata situazione attuale, non sono la causa, ma, semmai, l’effetto”. Il presidente dell’Italia dei Valori, però, chiarisce: “Il voto di sola protesta serve fino al momento del voto. Dopo non produce più effetti e restano al governo coloro contro i quali si è rivolta la protesta”.

Per Di Pietro, invece, è necessario realizzare e proporre un’alternativa credibile al centrodestra. “Siamo di fronte alla fine del regime berlusconiano. Ormai Belusconi è un uomo chiuso in se stesso, un politico che non ha più alcun rapporto con i cittadini, con i loro problemi veri, il lavoro, la sicurezza, l’ambiente, la tutela del territorio”. Un politico che “impegna da mesi il Parlamento per interessi personali che non hanno nulla a che fare con l’interesse generale”. E dobbiamo stare attenti, secondo Di Pietro: “Come ad ogni fine regime, ci possono essere pericolosi colpi di coda”.

Sul fronte delle scelte politiche, “Idv si colloca in un’area riformista di centrosinistra. E un po’ come la Lega di una volta, vogliamo realizzare cose fatte bene. Oggi la Lega è cambiata e  per tenere in piedi questo governo, ha mantenuto la missione in Libia”. La Lega di oggi, ha detto Di Pietro, appare troppo “berlusconizzata”. “Noi vogliamo tornare ai principi di un tempo: solidarietà, comunità, condivizione con il territorio”. Ma soprattutto il valore della legalità, contro a questo governo della destra che “ha aumentato l’illegalità e l’insicurezza, e ha accentuato la divaricazione tra i pochi che stanno troppo bene e i tanti che stanno troppo male”.

Per Di Pietro, Berlusconi ha ragione quando dice che il voto amministrativo è un test politico nazionale. “Col voto si deve dare un segnale forte. Lui dice che fa quello che vuole perchè ha dalla sua parte la maggioranza degli italiani. Se perderà anche a Varese, significherà che non ha più la maggioranza del Paese e, dunque, se ne deve andare”.

Nel frattempo è arrivata anche Luisa Oprandi, candidato sindaco di Varese per il centrosinistra. “Sono contenta che Di Pietro sia venuto a Varese per sostenere l’impegno della coalizione. Stiamo lavorando tutti insieme per cambiare le priorità della città. E puntiamo a dare concretezza ad una città bella come lo era 18 anni fa”. Il capolista Idv Alessandro Milani ha rilanciato la sfida con un centrodestra “che si ritiene un padrone assoluto”. E l’onorevole Pd Daniele Marantelli, abbracciato da Di Pietro, ha dichiarato che “Di Pietro che mantiene la parola data: quando era ministro, mi ha detto che trovava i soldi per la Pedemontana. E li ha trovati”.

9 maggio 2011
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