Varese

Rosy Bindi (Pd): vengo a preparare la svolta a Varese

Da sinistra Mirabelli, Oprandi, Bindi, Taricco e Molinari

Era quasi piena, ieri pomeriggio, la sala del De Filippi in cui ha fatto il suo ingresso Rosy Bindi, presidente nazionale del Pd. Applausi e anche qualche abbraccio, e in prima fila schierato tutto il vertice del partito, da Giuseppe Adamoli, al quale la Bindi si rivolge anche nel corso del suo intervento, al deputato Marantelli, fino al consigliere regionale Tosi. Un momento elettorale molto atteso, dato che il Pd non ha puntato molto sui big in questa difficile campagna elettorale, escluso la Bindi e Veltroni, che però affronta la più delicata piazza di Gallarate. La Bindi è venuta a Varese per sostenere il candidato sindaco Luisa Oprandi, alla guida di una coalizioone che si presenta con Sel, Idv e la lista civica Varese&Luisa, che schiera una serie di personalità varesine.

Dopo i saluti del segretario provinciale Fabrizio Taricco e i due interventi, uno più amministrativo del capolista Fabrizio Mirabelli (che parla di un “sindaco di Varese con la Porsche”), e uno più politico del segretario cittadino Roberto Molinari, sale al microfono la Oprandi. “Finalmente una voce femminile”, esordisce e si coglie qualche sorrisetto un po’ imbarazzato sul palco e un grande sorriso della Bindi. Il candidato sindaco rivendica “una campagna elettorale serena e sobria”. L’intervento della Oprandi batte sulla diversità della coalizione che guida. E’ il caso della sua fotografia di Varese. “La ricca Varese, che in realtà così ricca non è”. E che, anzi, vede “alzarsi la soglia della povertà”.

Il presidente Bindi parla a braccio per un’oretta. E tocca tutti i temi salienti dell’agenda politica nazionale e internazionale, dopo una prima parte dedicata alla sfida delle amministrative. E dice che si trova a Varese per dare una mano alla “preparazione di una svolta che certamente ci sarà”. La Bindi, in particolare, elogia la scelta di una donna come candidato sindaco del centrosinistra a Varese. “Un candidato donna, sostenuto da una grande squadra, è la preparazione di un fase nuova per la città”. 

“Mi chiedo con che faccia possano andare a chiedere il voto Lega e Pdl in queste elezionio considerando il fatto che hanno fallito su tutto”. L’affondo, in particolare, la Bindi lo riserva al Carroccio, e nella terra di Maroni punta sulla sicurezza, cavallo di battaglia leghista. “La Lega, che si considera il partito della legalità, deve spiegare ai suoi sostenitori quanti provvedimenti contro la legalità ha avvallato a Roma”. Non solo: sul fronte del lavoro, la Lega che siede a Roma, continua la Bindi, deve giustificare la pesante situazione del Paese, “con il 30% di disoccupazione giovanile, il 40% di disoccupazione femminile e quattro milioni di lavoratori precari”. “Anche per quanto la politica sull’immigrazione la Lega ha fallito: chi di respingimenti ferisce, di respingimenti perisce”. Infine, la lotta alla criminalità segna un altro fallimento del centrodestra: ”Da quando loro governano si è rafforzato il riciclaggio da parte dei poteri criminali da queste parti”.

La Bindi rivolge la sua attenzione anche ai valori della famiglia. Valori che, dice la Bindi, “conoscono un uso strumentale da parte del centrodestra”. E spiega che l’impegno deve essere quello di andare al di là delle critiche verso aborto o eutanasia, ”a creare le condizioni perchè queste scelte non vengano fatte”. Forte anche la critica di chi utilizza questi temi come argomenti da campagna elettorale. O affrontando temi delicati, come il testamento ideologico, per “portare uno scontro ideologico in Parlamento”. Termi importanti, per la Bindi, che meritano una riflessione più pacata e approfondita.

8 maggio 2011
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