Varese

Ultimo Consiglio: “W Varese”. E anche “W il Varese”

Inno nazionale suonato in aula

E’ l’inno di Mameli che, ieri sera, ha aperto l’ultima seduta del Consiglio comunale di Varese prima di andare al voto. Un Salone Estense con tutti gli scranni occupati e un pubblico più folto del solito. Una seduta all’insegna dei ringraziamenti e dei saluti, ma anche di un “in bocca al lupo” a tutti gli assessori e consiglieri che stanno correndo nella competizione elettorale.

Si parte con le note dell’Inno italiano, una bella registrazione che si diffonde in aula e vede tutti in piedi. C’è chi canta con trasporto, come il Pdl Stefano Clerici, che canta con la mano sul cuore, in stile americano, c’è chi canta l’inno anche tra gli assessori, ma non il sindaco Fontana, che per tutto l’inno di Mameli tiene la bocca chiusa.

Apre gli interventi il capogruppo leghista Sergio Ghiringhelli (capolista della Lega Nord a Varese) che evoca “scontri duri ma leali”. Alla fine del suo intervento, Ghiringhelli dice “W Varese”, ed invita tutti i presenti a rivolgere “un applauso alla città”, come accade. Un canovaccio che sembra riscuotere successo nell’ultima sedsuta. Perchè Alessio Nicoletti, capogruppo di Movimento Libero e candidato sindaco, interviene e arricchisce il precedente intervento: “Io dico W  Varese e W l’Italia”.  

Sono numerosi gli interventi, in apertura di serata. Parla il consigliere comunale socialista, e candidato nell’Udc, Claudio Vanetti, che giudica la sua come “un’esperienza intensa e che ha visto, tranne qualche rara eccezione, rispetto per le persone e per le altrui idee politiche”.  Antonio Brugognone, Movimento Libero, consigliere che si è ricandidato sotto le insegne del cavallo bianco, dichiara di essere “orgoglioso”, mentre Pippo Pitarresi, Comunisti italiani e capolista della lista FdS, rivolge un invito a partecipare allo sciopero generale della Cgil di oggi.

Più ricco l’intervento del leghista, uscente e ricandidato, Giulio Moroni, che profila un drammatico “autunno della democrazia per la sfiducia della gente verso la politica”. Una condizione che, se non trova “gente per bene che si impegna a rimpadronirsi della politica”, potrebbe subìre un’ulteriore involuzione verso “un inverno della politica”. Emiliano Cacioppo, capogruppo Pd, ringrazia tutti e si congeda dal Consiglio, dato che non si è ricandidato. “Un’esperienza eccezionale”, definisce la sua, e a qualcuno che gli dice che non siederà più sulla poltrona (del Consiglio), lui risponde: “Non sarò seduto su questa”, facendo intendere altri, futuri impegni in politica.

Angelo Zappoli, consigliere che si ripresenta per Sel, ricorda che “il rispetto è un elemento molto importante, e fa riconoscere che una parte della verità sta sempre anche nelle idee di chi non la pensa come noi”.  E ricorda, come la seduta del Consiglio più bella, quella in cui fu votata la stabilizzazione dei lavoratori precari del Comune. Interviene Roberto Puricelli, capogruppo Pdl, che ringrazia tutti e riconosce a Pitarresi (“nella sua diversità”) un consigliere che “ha reso più interessante il Consiglio”. Carmine Lo Giudice (Pdl, ricandidato) ammette che nella legislatura “si è sempre evitato di scivolare verso il contrasto ideologizzato”.

Tra gli interventi più divertenti e pieni di entusiasmo, il congedo dell’ex assessore allo Sport, Marco Caccianiga, che non si è ricandidato a queste elezioni. Il consigliere leghista ha ricordato i suoi primi passi in Consiglio e ha detto che ha passato “19 anni stupendi”. Un abbraccio a Ghiringhelli, da Caccianiga paragonato a “il centrale difensivo del Brasile del ’94 Santos”. E ha concluso l’intervento con lo slogan: “W Varese, ma anche W il Varese”. Interventi di saluto e ringraziamento anche da parte del Pd, Emilio Corbetta, e del leghista Andrea Porrini. 

“Mi ero impegnato a dare valore al Consiglio comunale e a rispettarlo, e credo che questo possa essermi riconosciuto”, ha detto in conclusione della seduta, una volta approvato il bilancio consuntivo, il sindaco Attilio Fontana, candidato primo cittadino per il centrodestra (Pdl e Lega). “Sono stati cinque anni molto impegnativi, difficili per il nostro Paese e ancora più difficili per le amministrazioni locali”. Una fase pesante per i tagli e le difficoltà del Paese. Una fase in cui, ha continuato Fontana, “sono stati tenuti in equilibrio i conti e non sono stati ridotti i servizi ai cittadini”. Ha concluso il sindfaco: “Tutti noi proviamo amore per la nostra città, e la vorremmo meglio di quello che è”. “Non so se verro rieletto sindaco: certamente sarò in Consiglio e parteciperò alle sue sedute proprio perchè amo Varese”. Applausi dell’aula e alle 21.50 si chiude il mandato di questo Consiglio comunale. Arrivederci a dopo il voto.

6 maggio 2011
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