Economia

Sciopero generale Cgil, fiume di lavoratori a Varese

L'intervento del segretario generale Cgil di Varese, Franco Stasi

Un corteo lungo e moltio partecipato, si è mosso, nelle prime ore della mattina, da piazza Repubblica a Varese. Il corteo legato allo sciopero generale proclamato per la giornata di oggi dalla Cgil a livello nazionale, ha fatto registrare, a Varese, una partecipazione molto ampia di lavoratori e di Rsu. Da tutta la provincia, da Busto Arsizio, da Castellanza, da Gallarate, da Saronno e, naturalmente, dalla stessa Varese, sono giunte centinaia e centinaia di lavoratori. “Una grande partecipazione, tanti lavoratori che sfilano con noi e che fanno giustizia dei tanti tenativi di isolare la Cgil”, dice il segretario generale del sindacato della Camusso, Franco Stasi, in prima fila, ad aprire il corteo, con gli altri componenti della segreteria provinciale.

Vie e piazze attraversate da un corteo che offriva un colpo d’occhio impressionante. Un lungo serpentone di cartelli, bandieri e striscioni poi approdato a piazza Podestà, dove, sotto la sede della Lega con le finestre sbarrate, dal palco l’Orchestrina del suonatore Jones, capitanata da Renato Franchi, ha accolto i lavoratori nella piazza con canzoni e ritmi coinvolgenti. Subito è intervenuto il segretario generale Franco Stasi che ha esordito parlando della “manifestazione più importante del movimento sindacale in provincia di Varese”. Un ottimo risultato di partecipazione, ha continuato Stasi, “che si sta ripetendo in tutte le piazza d’Italia”.  Un segnale positivo, ha detto ancora il segretario generale, “che forse aiuterà a parlare di più di lavoro e diritti, e meno di bunga bunga e veline”.

Lunga serie di interventi dal palco. Dopo Stasi hanno preso la parola Matteo Berardi (Rsu Whirlpool), Umberto Colombo (Spi Pensionati Cgil), Carmen Ventre (Filcam Varese), Flavio Pandolfo (Rsu della Provincia di Varese), Nino Palumbo, insegnante del Comprensivo di Gavirate che ha proposto una lettera aperta sulla scuola scritta insieme agli altri docenti. Ha concluso Fulvia Colombini, della segreteria regionale Cgil.

“C’è davvero da essere soddisfatti per la risposta di oggi a Varese – dice la Colombini -. E’ certamente una delle manifestazioni più partecipate degli ultimi anni”. La dirigente sindacale si è soffermata sui dati economici della nostra provincia. “Un andamento altalenante  quelli del primo trimestre dell’anno – ha detto la Colombini -, con timidi segnali di crescita. Per quanto riguarda la cassa integrazione abbiamo visto una discesa (gennaio-febbraio), poi una salita (marzo) e poi ancora una discesa”. Una condizione di crisi che incide diversamente sulle varie imprese, “con quelle più tradizionali che non ce la fanno e quelle capaci di innovare, il modo di produrre o in parte i prodotti, che ce la possono fare”.

Per la Colombini, “il vero dato preoccupante è che, se le aziende stanno ripartendo, così non avviene sul fronte della ripresa dell’occupazione, che continua a vedere delle cifre significative per quanto riguarda la cassa integrazione”. Un accenno anche alla situazione dei frontalieri, sempre nel mirino delle polemiche razziste e xenofobe. “In Svizzera assistiamo ad una condizione difficile: se i frontalieri perdono il lavoro, non godono  di alcuna tutela. Se non vengono più diretti all’Inps i contributi da parte svizzera, i frontalieri rischiano davvero di diventare i nuovi precari”.

6 maggio 2011
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