Varese

Rush finale per il Pd: Rosy Bindi al De Filippi

Il presidente Pd, Rosy Bindi

Rush finale, prima del voto comunale, per il Partito democratico. Domani sabato 7 maggio arriverà a Varese Rosi Bindi, presidente del Partito Democratico, alle 17, presso il Collegio De Filippi, per sostenere la candidatura del candidfato sindaco Luisa Oprandi. Martedì 10 maggio, invece, Walter Veltroni sarà a Gallarate per sostenere il candidato sindaco Edoardo Guenzani. 

Con queste e le altre iniziative in tutti i Comuni al voto il PD avvia l’ultima settimana di una competizione elettorale apertissima e dal forte significato politico. Non solo nei Comuni al voto ma in tutta la provincia domenica prossima il PD è mobilitato, con iniziative in piazza e nei circoli per informare i cittadini e denunciare “le false promesse” e gli “zero risultati” della Lega al Governo.

Come è stato ricordato questa mattina dal segretario provinciale, Fabrizio Taricco, “queste elezioni sono le prime dopo la liquidazione del federalismo municipale, avvenuta con un decreto passato alla camera per pochi voti, contro il quale i democratici si sono battuti strenuamente perché in realtà rende definitiva la più forte riduzione di autonomia e di risorse ai Comuni mai attuata da un governo. Se serviva una prova del fallimento della Lega al Governo, della distanza tra le promesse di un tempo e il nulla di oggi, lo vediamo in questo che doveva essere il banco di prova n. 1 per il partito sedicente federalista”.

Un fallimento del Carroccio e dell’alleanza con Berlusconi, giocata tutta in termini di potere a scapito delle vere riforme che servono al Paese. Un fallimento che è ormai percepito da una vasta opinione pubblica e che non è sfuggito ai dirigenti della Lega, almeno a quelli più attenti. “Il fallimento dell’alleanza Lega-PdL – continua Taricco - mascherato dalla “mozione-presa-in-giro” sulla Libia, è evidente nella vicenda di Gallarate che nessuno più pensa sia solo un fatto locale. Così come è stato evidente nella vicenda dello scontro a Busto Arsizio dove, insieme all’insofferenza leghista per l’alleanza con il Pdl locale, è andata in scena un’evidente conta interna alla Lega stessa, che oggi ridimensiona il capogruppo alla camera Marco Reguzzoni, ma che non è di certo conclusa”.

Conclude il vertice provinciale del Pd: “La guerra senza quartiere tra Lega e PdL mette finalmente in luce le molte crepe di un sistema che ha assicurato l’occupazione del potere più che la buona amministrazione. E’ bastato poco perché sulla gestione dell’ospedale, come sulla ben nota situazione di AMSC, emergessero finalmente le magagne che da tempo il PD denuncia. La brutta figura inflitta all’intera Città di Gallarate con la lite in piazza tra Lega e PdL davanti ai volontari della protezione civile e ai 40 poveretti in cerca di un rifugio è l’anteprima di quello che ci aspetta se non voltiamo pagina in fretta con la sola alternativa vera: il voto al PD. Le nostre città meritano di più, come dice lo slogan di Luisa Oprandi”.

6 maggio 2011
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