Varese

Gasparri (Pdl): Varese e Milano vittoria al primo turno

La stretta di mano tra Fontana e Gasparri

Arriva Maurizio Gasparri per dare un sostegno forte al centrodestra di Varese. Il capogruppo Pdl in Senato raggiunge in tarda mattinata piazza Carducci per incontrare il candidato sindaco Attilio Fontana e gli altri candidati in corsa per il Consiglio comunale. Una visita che, come già nel caso del sindaco di Roma Gianni Alemanno, è stata organizzata dal coordinatore Pdl di Varese, Stefano Clerici. E’ stato preparato un ricco buffet proprio al centro della piazza, ma prima Gasparri stringe la mano al sindaco e scambia qualche battuta con i giornalisti che lo stanno aspettando.

Il Pdl? “Una realtà politica – dice Gasparri – che riesce a fare sintesi nel centrodestra anche sulle questioni delicate come la guerra in Libia”. E, dunque, ”che può garantire l’unità con la Lega Nord anche nelle città che vanno al voto”.   Certo, a volte accade, come a Varese, a volte non si riesce, come a Gallarate. “Io comunque lavoro per l’unità del fronte dei moderati”, precisa l’ex ministro. Oltre a puntare all’obiettivo di “una semplificazione del quadro politico in chiave bipolare”.

Inevitabile la domanda sul ballottaggio, che appare possibile anche a Varese. “Per quanto riguarda la sinistra – dice Gasparri – si tratta solo di decidere se deve subire una sconfitta breve o no, perdere al primo o al secondo turno”. Su Varese, Gasparri ha le idee chiare: “siamo passati a governare da 4 a 11 Regioni, da 30 a 60 province, i Comuni si sono moltiplicati, e questo in una situazione difficile  per tutti i governi euriopei”. Eppure, nonostante questo, “ci siamo rafforzati, e Varese e a Milano vinceremo al primo turno”.

Quello del Pdl, “è un progetto di lunga durata e con solide radici – continua Gasparri -, e credo che il rapporto con la Lega meriti il lavoro, che sto svolgendo, per renderlo positivo, per renderlo laborioso”. Per quanto poi riguarda l’Udc, correre con o senza il partito di Casini, l’ex ministro non si espone troppo. “L’Udc, le volte che èp andata con la sinistra, come in Piemonte, è finita male”. A

6 maggio 2011
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